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Che cosa dicono gli studi sulle somme che arrivano in blocco
La ricerca su questo tema dice tre cose utili. Primo: quello che le persone dichiarano di voler fare con una somma straordinaria non coincide con quello che i dati poi mostrano — in un sondaggio sul rimborso fiscale statunitense del 2001 solo il 22% delle famiglie disse che l'avrebbe soprattutto speso, mentre studi sui pagamenti del 2008 stimano che la spesa complessiva arrivò al 50-90% dell'importo. Secondo: le spese eccezionali vengono sistematicamente sottostimate. Terzo, la conseguenza pratica: una somma con una data certa, come la tredicesima, è l'unica che puoi assegnare a delle buste prima che arrivi.
Perché la tredicesima non è una vincita
In Italia la somma straordinaria per eccellenza non è un rimborso imprevisto: è una mensilità aggiuntiva prevista da molti contratti collettivi, che arriva a dicembre in una data nota, e in alcuni casi una seconda in estate. Questo la rende un oggetto diverso da quello studiato nella letteratura anglosassone, dove i bonus sono discrezionali e i rimborsi arrivano in momenti imprevedibili. La differenza è a nostro favore: una somma con una data certa può avere un compito assegnato settimane prima di essere accreditata. Se il tuo contratto la preveda, in quale misura e come venga trattata sul cedolino non lo possiamo dire qui — dipende dal CCNL e dalla tua posizione — quindi guarda il tuo contratto e la tua busta paga.
Quello che le persone dicono e quello che poi succede
Nel 2001 il fisco statunitense inviò rimborsi alle famiglie, e i ricercatori ne approfittarono per confrontare le intenzioni dichiarate con i dati. In un'indagine, solo il 22% delle famiglie che ricevettero il rimborso dichiarò che l'avrebbe soprattutto speso: la maggioranza disse che l'avrebbe risparmiato o usato per ridurre debiti, una quota bassa rispetto a quanto il comportamento passato avrebbe fatto prevedere. Anni dopo, uno studio sui pagamenti di stimolo del 2008 — che sfruttava il fatto che la data di erogazione era casuale — stimò che le famiglie spesero circa il 12-30% dell'importo in beni non durevoli entro tre mesi, con un aumento significativo anche sui beni durevoli, soprattutto veicoli, portando la risposta totale a circa il 50-90%.
La distanza fra intenzione e comportamento è il punto
Non stiamo dicendo che le persone mentono. Stiamo dicendo che l'intenzione, da sola, è una previsione debole di quello che accade a una somma che sta ferma su un conto corrente per qualche settimana. È lo stesso motivo per cui a dicembre quasi tutti sanno esattamente cosa vorrebbero fare con la tredicesima e a gennaio quasi nessuno riesce a dire dove sia andata. La differenza fra i due stati non è la volontà: è la presenza o l'assenza di una destinazione decisa prima. Una somma senza compito assegnato non resta ferma in attesa di una decisione, viene consumata da decisioni piccole che nessuno ricorda di aver preso.
Le spese eccezionali sono il buco che la tredicesima riempie
Uno studio del 2012, su sette esperimenti, trova che le persone prevedono abbastanza bene le spese ordinarie ma sottostimano in aggregato quelle eccezionali e sforano su ciascuna presa singolarmente, in parte perché classificano ogni spesa eccezionale come un caso unico invece di vederla come parte di una categoria ricorrente. È una descrizione precisa di come funziona un anno italiano: l'assicurazione dell'auto, il bollo, la revisione, il conguaglio condominiale, il dentista, i libri di scuola. Presi uno per uno sembrano tutti eccezionali; guardati insieme sono una categoria perfettamente prevedibile. È esattamente quella categoria che una mensilità aggiuntiva è in grado di finanziare, se le viene assegnata prima.
Come si assegna una somma prima che arrivi
Il metodo è più semplice della ricerca che lo giustifica. Un mese prima della data prevista, scrivi l'elenco delle spese non mensili che sai di dover affrontare nei dodici mesi successivi, con l'importo che risulta dalle tue ricevute dell'anno scorso e non da una stima. Ordina l'elenco per data di scadenza. Poi decidi, in percentuali, come la somma si divide fra quelle buste e quante ne copre. Quello che avanza — se avanza — può andare al fondo di emergenza o a un obiettivo con un nome. La regola che fa la differenza è una sola: la decisione va presa quando la somma non è ancora sul conto, perché il momento in cui ci arriva è già tardi.
Che cosa questi studi non dicono
Nessuno di questi lavori è italiano, nessuno riguarda la tredicesima, e nessuno misura quanto spendono le famiglie qui: sono studi statunitensi in lingua inglese su rimborsi e pagamenti pubblici del contesto americano. Riportarli serve a un solo scopo, cioè mostrare che il divario fra intenzione e comportamento su somme straordinarie è documentato e non è un'impressione. Le cifre che compaiono qui appartengono a quei contesti e non vanno trasferite. Il tuo importo, il tuo calendario di spese annuali e la tua situazione contrattuale li leggi dai tuoi documenti: questa pagina può solo suggerirti di guardarli prima di dicembre invece che a gennaio.
Fonti
Tutte le fonti qui sotto sono state consultate e verificate. I risultati sono riportati come li dichiara la fonte.
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Consumer Response to Tax Rebates
— American Economic Review (cifre lette dal NBER Working Paper 8672), 2003
Nei dati di indagine sul rimborso fiscale statunitense del 2001, solo il 22% delle famiglie che lo ricevettero dichiarò che l'avrebbe soprattutto speso; la maggioranza dichiarò che l'avrebbe risparmiato o usato per ridurre debiti, una quota di spesa bassa rispetto a quanto il comportamento passato avrebbe fatto prevedere. -
Consumer Spending and the Economic Stimulus Payments of 2008
— American Economic Review (cifre lette dal NBER Working Paper 16684), 2013
Sfruttando la tempistica casuale di erogazione e domande aggiunte all'indagine sulle spese delle famiglie, le famiglie spesero circa il 12-30% dei pagamenti in beni non durevoli nel trimestre di ricezione, con un aumento significativo anche sui beni durevoli, soprattutto veicoli, portando la risposta di spesa complessiva a circa il 50-90% dei pagamenti. La risposta risulta più marcata fra famiglie anziane, a reddito più basso e proprietarie di casa. -
The Exception Is the Rule: Underestimating and Overspending on Exceptional Expenses
— Journal of Consumer Research, 2012
In sette studi, le persone prevedono con discreta accuratezza le spese ordinarie ma sottostimano in aggregato le spese eccezionali e sforano su ciascun acquisto eccezionale preso singolarmente; gli autori attribuiscono il fenomeno a una categorizzazione troppo stretta, che tratta ogni spesa eccezionale come un caso isolato.
Domande frequenti
Qual è il modo migliore di usare la tredicesima?
Il modo che funziona non è una destinazione ma un momento: decidere prima che arrivi. In pratica, elenca le spese non mensili dei dodici mesi successivi con gli importi reali dell'anno scorso, ordinale per scadenza, e assegna la somma a quelle buste in percentuali decise a novembre e non a dicembre. Le ricerche sulle somme straordinarie mostrano una distanza sistematica fra quello che le persone dicono che faranno e quello che i dati poi registrano, e l'unica leva pratica su quella distanza è togliere la decisione dal momento in cui il denaro è già disponibile.
Quanto vale la tredicesima?
Non possiamo dirtelo e non dovremmo provarci: dipende dal contratto collettivo applicato, dalla tua posizione e dalle trattenute, e non tutti i contratti la prevedono — chi lavora con partita IVA, per esempio, non ha nulla di equivalente. L'unica fonte affidabile è il tuo cedolino e il tuo CCNL. Per il budget, comunque, la cifra esatta serve meno di quanto sembri: quello che conta è che tu sappia la data e che l'elenco delle destinazioni sia scritto prima di quella data. Se poi la somma è più bassa del previsto, si accorcia l'elenco partendo dal fondo.
Perché le persone dicono che risparmieranno una somma e poi non lo fanno?
Gli studi non dimostrano una bugia ma una distanza: le intenzioni dichiarate su una somma straordinaria prevedono male il comportamento successivo, e nei dati la spesa risulta più alta di quanto le persone avessero anticipato. La spiegazione più semplice è che una somma senza una destinazione assegnata non resta in attesa di una scelta consapevole: viene erosa da molte decisioni piccole, ciascuna delle quali sembra ragionevole. Assegnarla a buste con un nome prima dell'accredito è l'intervento che agisce esattamente su questo passaggio.
Meglio usarla per i debiti o per il fondo di emergenza?
Non possiamo consigliarti una scelta finanziaria, perché dipende dai tuoi tassi, dalle tue scadenze e dalla tua situazione. Quello che possiamo dirti è come si struttura la decisione: se non hai alcun cuscinetto, ogni imprevisto futuro tornerà a creare debito, quindi molte persone coprono prima un mese di spese essenziali; se invece hai già una riserva, il confronto è fra il costo del debito e l'utilità di altre destinazioni, ed è un conto che devi fare sui tuoi numeri. In entrambi i casi, decidilo prima che la somma arrivi.
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