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Che cosa dicono gli studi sull'opzione predefinita e il risparmio
Lo studio più citato su questo tema confronta due gruppi di dipendenti della stessa grande azienda, prima e dopo il passaggio dall'adesione volontaria all'adesione automatica al piano di risparmio previdenziale. Le condizioni economiche del piano non erano cambiate; la partecipazione risultò significativamente più alta sotto l'adesione automatica. Il risultato scomodo è il secondo: una quota rilevante di chi entrava per default restava poi sulla percentuale di contribuzione preimpostata e sul fondo preimpostato. L'opzione predefinita non decide solo se partecipi: decide anche dove ti fermi.
L'esperimento naturale che ha reso famoso il tema
Lo studio guarda una singola grande azienda statunitense che, a un certo punto, ha cambiato il modo in cui i dipendenti entravano nel piano di risparmio previdenziale: da un sistema in cui bisognava iscriversi attivamente a uno in cui si era iscritti salvo rifiuto esplicito. Nulla dell'economia del piano era cambiato — stessi importi, stesse condizioni, stessa convenienza — e quindi la differenza di comportamento fra le coorti assunte prima e dopo isola l'effetto della sola opzione predefinita. Gli autori riportano che la partecipazione risulta significativamente più alta sotto l'adesione automatica, e che i dipendenti mostrano una notevole inerzia, mantenendo la percentuale di contribuzione e l'allocazione preimpostate dall'azienda.
Il default non decide solo l'ingresso, decide anche il livello
È la parte del risultato che di solito viene raccontata male. Quando si cita questo lavoro si dice che i default aumentano la partecipazione, il che è vero, ma si tralascia che quello stesso meccanismo poi congela le persone dove sono state messe. Chi entra per inerzia raramente esce dall'inerzia per alzare la propria contribuzione o cambiare l'allocazione. Il che significa che un default fissato basso produce moltissimi partecipanti che risparmiano poco, e la valutazione complessiva dell'intervento dipende da dove il default è stato messo. Per una persona che gestisce da sola il proprio budget, la traduzione è diretta: qualsiasi automatismo tu imposti diventerà, con alta probabilità, la tua abitudine permanente.
Come si usa questo in un budget personale
Non tutti hanno un datore di lavoro che imposta default per loro, ma tutti possono impostarli su se stessi. Il punto pratico è che le decisioni prese una volta e poi automatizzate contano molto più delle decisioni ripetute ogni mese, perché quest'ultime devono essere vinte trenta volte l'anno mentre le prime sopravvivono per inerzia. In concreto: un versamento verso il fondo di emergenza programmato nel giorno dell'accredito, una divisione in buste che si ripete uguale ogni mese, una regola fissa su dove vanno le entrate straordinarie. La cosa notevole è che questi meccanismi funzionano anche quando la persona è disattenta, che è la maggior parte del tempo.
Il rovescio: rivedi i tuoi default una volta l'anno
Se l'inerzia è così forte, allora un default sbagliato è altrettanto duraturo di uno giusto. È il motivo per cui vale la pena fissare un appuntamento annuale con i propri automatismi: quale percentuale sta andando dove, quali versamenti automatici esistono ancora, quali abbonamenti si rinnovano da soli, quali divisioni in buste riflettono ancora la tua vita. Non serve rifare tutto: serve accorgersi delle righe che sono rimaste identiche mentre il reddito o le spese cambiavano. Questa revisione è precisamente la cosa che l'inerzia documentata dallo studio rende improbabile, e quindi è la cosa che vale la pena mettere in calendario invece di affidare alla buona volontà.
Che cosa questo studio non dice
È uno studio statunitense, in inglese, su una singola azienda e su un tipo di piano previdenziale che non esiste in questa forma in Italia. Non dice quanto dovresti mettere da parte, non riguarda strumenti disponibili qui e non è un argomento a favore di alcun prodotto: i meccanismi previdenziali italiani hanno regole proprie su cui questa pagina non entra e su cui va sentito un professionista. Quello che lo studio isola bene è un fatto sul comportamento umano — cambiare l'opzione predefinita cambia gli esiti anche quando l'economia della scelta è identica — ed è quel fatto, non le cifre, ciò che si può portare in un budget personale.
Fonti
Tutte le fonti qui sotto sono state consultate e verificate. I risultati sono riportati come li dichiara la fonte.
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The Power of Suggestion: Inertia in 401(k) Participation and Savings Behavior
— NBER Working Paper No. 7682 (poi Quarterly Journal of Economics), 2000
Analizzando il passaggio dall'adesione volontaria all'adesione automatica al piano di risparmio previdenziale in una grande azienda, senza alcuna modifica dell'economia del piano, gli autori riportano che la partecipazione è significativamente più alta sotto l'adesione automatica e che una quota rilevante di dipendenti mostra inerzia, mantenendo la percentuale di contribuzione e l'allocazione del fondo preimpostate dal datore di lavoro.
Domande frequenti
Perché i versamenti automatici funzionano meglio di quelli manuali?
Perché una decisione automatizzata deve essere presa una volta, mentre una decisione manuale deve essere vinta ogni mese, spesso nel momento peggiore. Lo studio più citato su questo tema mostra che cambiare semplicemente l'opzione predefinita — senza cambiare nulla della convenienza economica — modifica in modo significativo la partecipazione a un piano di risparmio. Lo stesso meccanismo funziona a livello personale: quello che accade da solo il giorno dell'accredito ha molte più probabilità di continuare a succedere di quello che dipende dal tuo ricordarti.
Qual è il rischio degli automatismi?
Che restino identici mentre la tua vita cambia. Lo stesso studio riporta che i dipendenti iscritti automaticamente tendevano a rimanere sulla percentuale di contribuzione e sull'allocazione preimpostate: l'inerzia che ti fa entrare è la stessa che ti impedisce di aggiustare. Per questo un automatismo va accompagnato da una revisione periodica messa in calendario, in cui guardi quali percentuali stanno ancora andando dove e se riflettono ancora la tua situazione. Una volta l'anno è sufficiente e richiede meno di un'ora.
Questo studio riguarda la previdenza italiana?
No. È uno studio statunitense in lingua inglese, condotto su una singola grande azienda americana e su un tipo di piano che non ha un corrispondente identico in Italia. Non ne ricaviamo nessuna indicazione su strumenti, prodotti o strategie previdenziali, che sono materia per un professionista e non per questo sito. Lo citiamo solo per il meccanismo che isola in modo pulito: quando la scelta predefinita cambia, il comportamento cambia, anche se la convenienza economica è rimasta esattamente la stessa.
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