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Come mettere da parte l'anticipo per comprare casa

Il traguardo non è l'anticipo da solo. È l'anticipo più le spese di acquisto - notaio, imposte dovute sull'atto, eventuale provvigione dell'agenzia, perizia e istruttoria - più una riserva per i primi mesi nella casa nuova, il tutto diviso per i mesi che mancano. 30.000 euro in trentasei mesi sono circa 833 al mese; in quarantotto sono circa 625; in sessanta sono 500. Se la cifra mensile supera il tuo margine reale, le uniche due mosse oneste sono allungare la scadenza o abbassare il traguardo.

Tre numeri, non uno

Il primo numero è la parte di prezzo che pagherai di tasca tua. Il secondo sono le spese dell'atto: onorario del notaio, imposte dovute sull'acquisto, eventuale provvigione dell'agenzia immobiliare, perizia e istruttoria se ricorri a un mutuo. Non ti diciamo a quanto ammontano né come si calcolano, perché dipendono dall'immobile, dalla tua situazione e da regole che deve applicarti un professionista: chiedi un preventivo scritto al notaio e all'agenzia prima di fissare il traguardo. Il terzo numero è la riserva per l'ingresso: allacci e volture, piccoli lavori, elettrodomestici mancanti, e le prime spese condominiali. La somma dei tre è il traguardo vero.

L'aritmetica, al mese

Trentamila euro in trentasei mesi sono circa 833 euro al mese. Gli stessi 30.000 in quarantotto mesi sono circa 625. In sessanta mesi sono 500. Quarantamila euro in quarantotto mesi sono circa 833. Scrivi la tua combinazione e poi confrontala con il margine reale: netto meno spese fisse meno un livello onesto di spesa alimentare, trasporti e vita. Se il versamento richiesto supera quel margine, il piano non esiste, per quanto tu lo voglia. In quel caso le mosse oneste sono due, allungare la data o abbassare il traguardo, e una terza che non è di budget ma va detta: cambiare zona o dimensione dell'immobile cambia tutte e tre le cifre insieme.

Quando il numero non ci sta

È il caso più comune ed è meglio affrontarlo che rimandarlo. Allungare la scadenza è la mossa meno dolorosa e va valutata per prima: due anni in più su un progetto di questa dimensione riducono il versamento in modo sostanziale. Abbassare il traguardo significa in pratica guardare immobili diversi, il che è una decisione di vita e non solo di budget. Aumentare il reddito è la terza strada e l'unica che non richiede rinunce, ma dipende da opportunità che non controlli del tutto. Quello che non funziona è tenere il traguardo e sperare: dopo due anni di versamenti mancati il piano è indietro di molto e la delusione è proporzionale al tempo investito.

Fissa un numero e una data, e poi smetti di spostarli

Su un orizzonte di tre o cinque anni il rischio più concreto è il traguardo mobile. Guardare annunci per anni sposta le aspettative verso l'alto, e un obiettivo che cresce di continuo non si raggiunge mai per costruzione. Scrivi il traguardo, la data e la fascia di immobile nella nota della busta, e concediti una revisione consapevole una volta all'anno, non ogni volta che vedi qualcosa di bello. Nella revisione annuale controlla due cose: se le spese di acquisto stimate sono ancora quelle che ti ha indicato il professionista, e se il tuo versamento mensile è ancora sostenibile dopo eventuali cambiamenti nel budget.

Quello che non ti diremo

Non ti diremo quanto anticipo serve in percentuale, quali imposte si applicano al tuo caso, quali agevolazioni ti spettano, quale rata la banca considererà accettabile, né se comprare convenga rispetto ad affittare. Sono valutazioni fiscali, creditizie e personali che devono farti il notaio, la banca e i tuoi consulenti sui tuoi documenti. Questa pagina fa una cosa sola e la fa bene: prende un traguardo che hai deciso tu con i preventivi in mano e lo trasforma in un versamento mensile che puoi verificare contro il tuo margine reale. Diffida di qualunque contenuto che, senza aver visto la tua situazione, ti dica una percentuale o un importo.

L'impostazione delle buste

Una busta Casa con il traguardo complessivo e la data, riempita il giorno dell'accredito, prima di ogni busta variabile. Tienila separata dal fondo di emergenza: sono due cose diverse e il momento peggiore per scoprire di averle mescolate è quando devi versare la caparra. Se siete in due, una sola busta comune con due versamenti nominati, così il totale resta uno e ciascuno vede la propria parte. E metti nella nota, testualmente, i tre numeri che compongono il traguardo con la data del preventivo da cui li hai presi: tra due anni non ricorderai perché il traguardo era proprio quello.

Domande frequenti

Quanto bisogna avere da parte prima di comprare casa?

Più dell'anticipo, e questa è la parte che sorprende quasi tutti. Servono la quota di prezzo che paghi tu, le spese dell'atto - notaio, imposte dovute, eventuale provvigione dell'agenzia, perizia e istruttoria - e una riserva per i primi mesi nella casa nuova. Su quanto ammontino le spese non diamo numeri, perché dipendono dall'immobile e dalla tua situazione: il preventivo scritto del notaio è il documento che risolve la questione. Aggiungi anche che il fondo di emergenza non va consumato per l'acquisto: entrare in una casa nuova senza riserva è il modo più rapido per finanziare a debito il primo guasto.

Quanto tempo serve per mettere insieme la cifra?

Lo decide il versamento mensile sostenibile, e per la maggior parte delle persone il risultato è un orizzonte tra i tre e i sei anni. È utile saperlo in partenza: un progetto pluriennale si affronta diversamente da uno annuale, con versamenti automatici, controlli rari e una revisione formale una volta all'anno. Il rischio principale su tempi lunghi non è sbagliare la cifra, è dimenticarsi del piano o lasciarlo erodere dagli imprevisti, ed entrambe le cose si prevengono con buste separate e una barra visibile.

Devo smettere di alimentare il fondo di emergenza mentre risparmio per la casa?

No, e chi lo fa spesso arriva al rogito senza rete. Il fondo di emergenza copre l'interruzione del reddito, che è esattamente il rischio che diventa più grave quando ti assumi un impegno di lungo periodo. La sequenza ragionevole è mantenere il fondo almeno al livello che avevi deciso, alimentare i fondi di accantonamento per le spese annuali, e destinare al progetto casa quello che resta. Se questo allunga la data, l'ha allungata la realtà, non la prudenza.

Che differenza c'è tra questo e il budget di quando avrò la casa?

Sono due esercizi diversi e conviene farli entrambi prima di comprare. Questo riguarda l'accumulo: quanto serve e in quanto tempo. L'altro riguarda la sostenibilità mensile dopo l'acquisto: rata, spese condominiali, utenze di un immobile diverso, imposte dovute sulla proprietà, manutenzione ordinaria e la quota per eventuali lavori votati dall'assemblea. Molte persone verificano il primo e trascurano il secondo, e scoprono a rogito fatto che la casa costa ogni mese più di quanto avevano immaginato. Fai anche il secondo conto, con numeri richiesti a chi li conosce.

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