Come risparmiare 2.000 euro in 3 mesi
Duemila euro in tre mesi sono circa 667 euro al mese e 154 euro a settimana. Quasi nessuno ci arriva con i soli tagli, quindi va pianificato su due colonne che devono sommare a 2.000: quanto viene dai tagli e quanto da entrate aggiuntive. Controlla il saldo a metà percorso: se non sei vicino ai 1.000 euro, correggi lì, non all'ultima settimana.
L'aritmetica su novanta giorni
Duemila euro in tre mesi sono circa 667 euro al mese, cioè circa 154 euro a settimana e poco più di 22 euro al giorno. Con uno stipendio mensile il numero operativo è il primo: 667 euro spostati il giorno dell'accredito, tre volte. Il numero settimanale serve solo a capire se la cifra è compatibile con come vivi, e quello giornaliero serve a nient'altro che a rendere concreto il confronto con le abitudini piccole. Scrivili tutti e tre e tienili davanti, perché tra novanta giorni il ricordo di quale fosse l'obiettivo si sarà ammorbidito da solo. Un traguardo che non riesci a ripetere a memoria è un traguardo che rinegozi ogni volta che qualcosa di più urgente si presenta.
Due colonne che devono fare 2.000
Disegna due colonne. A sinistra i tagli: abbonamenti sospesi, tetto su spesa e cibo fuori casa, una categoria discrezionale azzerata, eventuali spostamenti su bollette o telefonia che sei disposto a fare davvero. A destra le entrate aggiuntive: straordinari, un lavoro extra, la vendita di qualcosa che possiedi, un rimborso che sai già in arrivo. Somma le due colonne. Se il totale non fa 2.000 euro sulla carta, non farà 2.000 euro nella realtà, e il momento di scoprirlo è oggi. La maggior parte dei piani a questo livello fallisce non perché le persone siano deboli, ma perché il piano non tornava già in partenza e nessuno lo aveva mai messo per iscritto in due colonne.
Perché i soli tagli si fermano quasi sempre a metà
Sotto i 500 euro al mese di obiettivo i tagli bastano quasi sempre, perché toccano le voci variabili che quasi tutti hanno. Sopra, non basta più: 667 euro al mese richiedono di intaccare qualcosa di strutturale, e le cose strutturali non si cambiano in novanta giorni. L'affitto o la rata non si muovono, le spese condominiali le decide l'assemblea, le utenze si possono rivedere ma l'effetto arriva con le bollette successive, non subito. Ecco perché a questo livello la colonna delle entrate non è un extra facoltativo ma la metà del piano. Se rifiuti quella colonna, l'obiettivo onesto non è 2.000 in tre mesi: è 1.200 in tre mesi, oppure 2.000 in cinque.
Il controllo a metà percorso
Segna sul calendario il quarantacinquesimo giorno e guarda quanto c'è nella busta. Se ci sono almeno 1.000 euro, il piano regge e non serve toccarlo. Se ce ne sono 700, ti mancano 1.300 euro in quarantacinque giorni, cioè un ritmo più alto di quello che non hai già retto, e c'è solo una cosa onesta da fare: aggiungere entrate o spostare la scadenza. Se ce ne sono 300, il piano non era mai realistico e va rifatto invece che rincorso. Il controllo a metà esiste proprio per questo: correggere quando c'è ancora tempo costa una decisione, correggere all'ultima settimana costa l'obiettivo intero e la voglia di riprovarci.
La modifica alle buste da fare adesso
Una sola busta, chiamata come il motivo per cui stai risparmiando, con obiettivo 2.000 euro e la data del novantesimo giorno. Riempila con 667 euro il giorno dell'accredito, prima di ogni busta variabile, e versa le entrate extra nella stessa busta il giorno in cui arrivano, senza farle passare dal conto corrente per qualche settimana. Se durante i tre mesi salta fuori una spesa vera, prendila da un'altra busta o dal cuscinetto, e se proprio devi toccare l'obiettivo registralo come prelievo invece di abbassare silenziosamente il traguardo. Alla fine vuoi sapere due cose: se ci sei arrivato e, se non ci sei arrivato, esattamente dove sono finiti i soldi.
Domande frequenti
2.000 euro in tre mesi si fanno senza un secondo lavoro?
Solo se il margine tra netto e spese fisse è già ampio. Fai la sottrazione: netto mensile meno affitto o rata, spese condominiali, utenze, trasporti, assicurazioni e rate. Se restano 1.200 euro, 667 al mese sono duri ma possibili per un trimestre. Se ne restano 700, l'obiettivo pretende che tu viva con 33 euro al mese di tutto il resto, il che non succederà. In quel caso hai due mosse oneste, e nessuna delle due è provarci lo stesso: aggiungere entrate, oppure allungare la scadenza a cinque o sei mesi, dove la cifra mensile scende e il piano smette di dipendere dalla perfezione quotidiana.
Cosa faccio se durante i tre mesi arriva una spesa imprevista?
La paghi, e la paghi da un'altra parte. È esattamente il motivo per cui esiste un cuscinetto separato dalla busta obiettivo: senza, ogni imprevisto viene finanziato dall'obiettivo e il piano si allunga senza che nessuno lo abbia deciso. Se il cuscinetto non basta e devi attingere ai 2.000 euro, registra il prelievo e rimetti la cifra nel piano come debito verso te stesso, con la data in cui la restituirai. La differenza tra un piano che regge e uno che evapora non è la fortuna: è se i prelievi vengono scritti o dimenticati.
Meglio dividere i 2.000 euro in più buste o tenerli in una sola?
Una sola, finché l'obiettivo è un obiettivo unico. Le buste multiple servono quando le spese hanno date diverse: bollo, assicurazione, revisione e conguaglio condominiale meritano ciascuno il proprio fondo di accantonamento perché scadono in mesi diversi. Un traguardo unico da 2.000 euro con una sola data non guadagna niente dalla divisione e ci perde in chiarezza, perché tre buste al sessanta per cento sembrano meno vicine di una busta al sessanta per cento. Se dopo i tre mesi il denaro andrà diviso tra scopi diversi, dividilo alla fine, quando è già lì.
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