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Come costruire un fondo di emergenza da 3 mesi

Somma solo le spese essenziali mensili - affitto o rata, spese condominiali, utenze, spesa alimentare, trasporti, assicurazioni e rate - e moltiplica per tre. Se le essenziali sono 1.500 euro, il traguardo è 4.500: circa 375 euro al mese in dodici mesi, 250 in diciotto, 188 in ventiquattro. Scegli la scadenza il cui versamento mensile riesci a rispettare tutte le volte, non quella più rapida.

Fai l'aritmetica prima di qualsiasi altra cosa

Prendi solo le spese che continuerebbero anche senza stipendio: affitto o rata del mutuo, spese condominiali, utenze, spesa alimentare, trasporti indispensabili, assicurazioni e rate in corso. Somma e moltiplica per tre. Escludi ristoranti, viaggi, svago e abbonamenti facoltativi, perché in un'interruzione di reddito si fermano quasi da soli. Un esempio di calcolo, non una media: con 1.500 euro di spese essenziali il traguardo è 4.500 euro. Con 2.000 euro diventa 6.000. Con 2.500 diventa 7.500. Il numero è tuo e cambia se cambia la casa, quindi ricalcolalo quando cambia l'affitto o quando entra una rata nuova, non una volta sola per sempre.

Scegli la scadenza dal versamento mensile, non dalla data di arrivo

Su un traguardo di 4.500 euro, dodici mesi chiedono circa 375 euro al mese, diciotto mesi circa 250, ventiquattro mesi circa 188. Sembra ovvio scegliere la prima, ma la scelta giusta è un'altra: la cifra che riesci a versare tutte le volte, anche nel mese in cui arriva il bollo, anche a settembre, anche a dicembre. Un piano da 250 euro rispettato diciotto volte porta a casa il traguardo; un piano da 375 euro rispettato sette volte su dodici no, e in più lascia la sensazione di non esserne capace. Con uno stipendio mensile hai un versamento al mese, quindi ogni mese mancato pesa molto: scegli la cifra che sopravvive ai mesi brutti.

Usa tre traguardi intermedi invece di un numero lontano

Un obiettivo a diciotto mesi è troppo lontano per esercitare pressione, quindi spezzalo. Il primo traguardo è 1.000 euro, cioè il primo fondo che assorbe gli urti comuni. Il secondo è un mese intero di spese essenziali, che è il punto in cui la perdita del lavoro smette di essere una catastrofe immediata. Il terzo è il totale. Ogni tappa è un obiettivo concluso, con una data e una piccola soddisfazione, e questa struttura fa una differenza reale sulla probabilità di arrivare in fondo. Guardare per diciotto mesi una barra che si muove di due punti al mese è il modo più affidabile per dimenticarsi che il piano esiste.

Da dove escono realisticamente i soldi

Da tre fonti, in ordine di affidabilità. La prima è un taglio strutturale che si fa una volta e resta: tariffa telefonica, abbonamenti duplicati, un servizio che paghi e non usi. La seconda è il denaro irregolare, che è la fonte più sottovalutata: rimborsi, vendite di oggetti, una mensilità aggiuntiva se il contratto la prevede, ore straordinarie. Va spostato nella busta il giorno in cui arriva, perché il denaro irregolare lasciato sul conto viene assorbito in due settimane senza lasciare traccia. La terza sono i tagli sulle voci variabili, che funzionano ma richiedono una decisione nuova ogni settimana e quindi si consumano nel tempo. Costruisci il piano soprattutto sulle prime due.

Cosa fa fallire questo obiettivo

Non la mancanza di volontà: le spese annuali senza un fondo dedicato. Su diciotto mesi cadono due volte il bollo e l'assicurazione, almeno un conguaglio condominiale, un paio di conguagli di luce e gas, due settembre e due dicembre. Se nessuna di queste ha una busta propria, verranno pagate dal fondo di emergenza, che scenderà ogni volta che stava per salire. È il motivo per cui tante persone si convincono di non riuscire a risparmiare quando in realtà stanno risparmiando e poi finanziando spese prevedibili con la busta sbagliata. Apri i fondi di accantonamento prima di partire, anche piccoli, e il fondo di emergenza smetterà di essere il bancomat di tutto il resto.

L'impostazione delle buste

Crea una busta Emergenze con il traguardo calcolato e la scadenza scelta, e imposta il versamento il giorno dell'accredito, prima delle buste variabili. Aggiungi i traguardi intermedi come date nella nota, così hai qualcosa da centrare ogni pochi mesi. Accanto, apri le buste per le scadenze annuali che cadono nel periodo, con l'importo dell'anno scorso diviso per dodici. Poi lascia stare: un fondo di emergenza non richiede attenzione settimanale, richiede un versamento puntuale e la disciplina di non usarlo per cose che avevano una data. Il widget in schermata di blocco basta a mantenere il contatto visivo con la barra senza controllarla ogni giorno.

Domande frequenti

Prima pago i debiti o prima costruisco tre mesi di fondo?

Quasi mai in questa forma binaria. La sequenza che funziona per la maggior parte delle persone è: prima una riserva minima intorno ai 1.000 euro, poi il debito più caro, poi il fondo completo a tre mesi. Il motivo è che senza riserva ogni imprevisto viene messo a debito e annulla i pagamenti appena fatti, mentre un debito costoso lasciato correre mentre accumuli cassa ti costa ogni mese. Se il tuo debito ha un costo modesto e il tuo lavoro è instabile, ha senso spostare l'equilibrio verso il fondo. Decidi una volta, scrivi la sequenza e non rimetterla in discussione ogni mese.

Conto tutto il netto quando calcolo il fondo?

No, il calcolo non parte dal reddito: parte dalle spese. Ti serve la somma delle voci che continuerebbero anche senza stipendio, non quanto guadagni. Due persone con lo stesso stipendio ma affitti diversi hanno traguardi molto diversi, ed è corretto che sia così. Includi affitto o rata, spese condominiali, utenze, spesa alimentare, trasporti per lavorare, assicurazioni e rate; escludi tutto ciò che smetteresti di pagare il primo mese senza entrate. Se il numero ti sembra troppo alto, è un'informazione sulle tue spese fisse, non un errore di calcolo.

Quanto devo mettere via ogni mese per un fondo da tre mesi?

Dividi il traguardo per il numero di mesi della scadenza che hai scelto. Su 4.500 euro sono circa 375 euro al mese in dodici mesi, circa 250 in diciotto, circa 188 in ventiquattro. Poi fai il controllo che conta: quella cifra sopravvive al mese in cui arriva l'assicurazione e al mese di dicembre? Se no, allunga la scadenza finché sopravvive. Il traguardo di un fondo di emergenza non ha una data imposta da nessuno, quindi l'unica variabile che devi ottimizzare è la costanza.

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