Come mettere da parte il primo fondo di emergenza da 1.000 euro
Un primo fondo di emergenza da 1.000 euro richiede circa 333 euro al mese in tre mesi, circa 167 al mese in sei, oppure 100 euro a settimana per dieci settimane. Scegli la scadenza che il tuo margine reale sostiene. Serve per una riparazione dell'auto, una spesa sanitaria urgente, un viaggio non rinviabile: non per il Natale o per le gomme consumate, che sono fondi di accantonamento. La regola che lo tiene vivo è una sola: ricostruirlo prima di riprendere qualsiasi altro obiettivo.
Tre scadenze, scegli in base al margine
Mille euro in tre mesi sono circa 333 euro al mese. In sei mesi sono circa 167 al mese. A ritmo settimanale sono 100 euro per dieci settimane. Non scegliere la più veloce, scegli quella che il tuo margine reale sostiene senza eccezioni: netto meno spese fisse, meno un livello onesto di spesa alimentare e trasporti. Se restano 250 euro, la versione a sei mesi è quella giusta e finirà davvero. La versione a tre mesi, scelta con 250 euro di margine, produce due mesi di frustrazione e un abbandono. Il primo fondo ha un compito psicologico oltre che pratico: è il primo obiettivo che porti a termine, e questo conta quanto la cifra.
A cosa serve il primo fondo
Serve per l'urto singolo che altrimenti finirebbe su una carta o su un pagamento a rate: la riparazione dell'auto che non puoi rimandare, l'elettrodomestico che si rompe, una spesa sanitaria urgente, un viaggio improvviso per una questione di famiglia, un guasto in casa. Sono eventi che hanno due caratteristiche in comune: non sapevi quando sarebbero arrivati e non puoi decidere di non pagarli. Mille euro non coprono tutto, e non è quello lo scopo: coprono la fascia più frequente di imprevisti, quella che nella pratica manda le persone a indebitarsi per cifre piccole. La differenza tra avere e non avere questa busta si vede la prima volta che qualcosa si rompe.
A cosa non serve
Non serve per le spese che conosci già. Il bollo dell'auto ha una scadenza, il rinnovo dell'assicurazione anche, la revisione pure, il conguaglio condominiale arriva dopo l'approvazione del rendiconto, i libri scolastici arrivano a settembre e i regali arrivano a dicembre. Nessuna di queste è un'emergenza: sono appuntamenti, e vogliono ciascuno il proprio fondo di accantonamento. Se le paghi dal fondo di emergenza, il fondo sarà vuoto proprio quando serve, e in più ti convincerai di essere sfortunato quando in realtà stavi solo usando la busta sbagliata. La prova pratica è semplice: se la spesa ha una data che potevi conoscere in anticipo, non è un'emergenza.
La regola che lo tiene vivo: ricostruirlo prima di tutto
Il fondo si userà, ed è giusto così: una busta mai toccata in cinque anni probabilmente era denaro fermo per niente. Quello che decide se il fondo continua a esistere è cosa succede il giorno dopo l'utilizzo. La regola è che il primo versamento successivo va a ricostruirlo, prima di qualunque altro obiettivo, prima della vacanza, prima del divano nuovo. Senza questa regola il fondo scende lentamente da mille a quattrocento a zero nell'arco di un anno, mentre tutti gli altri obiettivi avanzano, e nessuno se ne accorge finché non serve. Scrivi la regola direttamente nella nota della busta, così la trovi nel momento in cui saresti tentato di ignorarla.
La modifica alle buste da fare adesso
Crea una busta chiamata Emergenze con traguardo 1.000 euro e la data della scadenza che hai scelto. Scrivi nella nota due righe: cosa vale come prelievo e la regola di ricostruzione. Riempila il giorno dell'accredito, prima delle buste variabili, perché in coda al mese non resta niente da versare. Se hai entrate irregolari, versa una percentuale di ogni incasso invece di una cifra fissa. E indirizza qui, per intero, ogni entrata fuori programma finché il traguardo non è raggiunto: un rimborso, la vendita di un oggetto, una mensilità aggiuntiva se il contratto la prevede. Il primo fondo si costruisce quasi sempre più in fretta con il denaro irregolare che con i tagli.
Domande frequenti
Mille euro bastano come fondo di emergenza?
Come primo traguardo sì, come fondo definitivo no, e la distinzione è utile. Mille euro coprono la fascia di imprevisti più frequente, quella che fa scattare le rate e i piccoli debiti, ma non coprono un'interruzione del reddito. Il fondo completo si dimensiona diversamente: spese essenziali mensili moltiplicate per i mesi di esposizione, che dipendono dal tipo di contratto e da quanti redditi entrano in casa. La sequenza sensata è arrivare a mille, respirare, poi puntare a un mese intero di spese essenziali e poi al multiplo che hai ragionato.
Prima il primo fondo o prima i debiti?
Nella maggior parte dei casi prima una riserva minima, perché senza di essa il primo imprevisto ti fa tornare a indebitarti e cancella i progressi appena fatti. Molte persone si fermano a una cifra piccola, spingono sul debito più caro, e solo dopo tornano a costruire il fondo completo. Se il tuo debito ha un costo particolarmente alto, un fondo iniziale più piccolo e una spinta più forte sul debito può avere senso. Quello che non funziona è alternare senza una regola: decidi la sequenza una volta, scrivila, e smetti di rimetterla in discussione ogni mese.
Dove tengo i 1.000 euro?
In un posto raggiungibile in giornata e separato dal conto delle spese quotidiane. Se stanno nello stesso saldo che guardi per decidere se puoi permetterti una cena, prima o poi verranno usati per quella cena. Un conto separato o un libretto vanno benissimo; l'unico requisito è la disponibilità immediata, perché un'emergenza non aspetta i tempi tecnici. Su rendimenti e strumenti non diamo indicazioni: qui il denaro non deve rendere, deve esserci.
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