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Una sfida di risparmio di coppia che regge anche con redditi diversi

Scegli un obiettivo e una data, poi scegli la struttura. Proporzionale: ognuno versa la stessa percentuale del proprio netto, quindi con 1.400 e 2.100 euro netti al mese un obiettivo da 350 euro al mese è il 10 per cento a testa, cioè 140 e 210. A importi uguali: 175 euro ciascuno, che è il 12,5 per cento del reddito più basso e l'8,3 di quello più alto. Dodici mesi da 350 euro fanno 4.200. Falla come una busta obiettivo condivisa con due versamenti etichettati, più una busta personale senza domande per ciascuno.

Prima l'obiettivo e la data, poi la struttura

Parti da un numero e da una scadenza, concordati ad alta voce: quattromiladuecento euro entro quest'epoca l'anno prossimo, oppure tremila entro giugno. Poi dividi. Quattromiladuecento su dodici mesi fanno trecentocinquanta euro al mese, che è la cifra su cui è costruita tutta la sfida, e vale la pena dirla in termini mensili perché quella è l'unità su cui agirete davvero, visto che lo stipendio in Italia arriva una volta al mese. Dai un nome all'obiettivo unico, dite in una frase ciascuno perché conta, e scrivete il numero mensile dove lo vedrete tutti e due.

La divisione proporzionale, svolta

Ciascuno versa la stessa percentuale del proprio stipendio netto. Mettiamo che uno porti a casa millequattrocento euro al mese e l'altro duemilacento, per un totale di tremilacinquecento, e che l'obiettivo richieda trecentocinquanta euro al mese. Trecentocinquanta diviso tremilacinquecento fa il dieci per cento. Il dieci per cento di millequattrocento è centoquaranta; il dieci per cento di duemilacento è duecentodieci; insieme fanno trecentocinquanta. Ognuno rinuncia alla stessa quota di quello che ha, che è la definizione di sforzo uguale quando i redditi sono diversi, e a entrambi resta la stessa proporzione del proprio reddito per tutto il resto. È la struttura da usare come predefinita quando i redditi sono sensibilmente diversi, e il conto è abbastanza semplice da rifare in un minuto ogni volta che uno dei due redditi cambia.

La divisione a importi uguali, e quando è ingiusta

Ciascuno versa lo stesso importo: centosettantacinque e centosettantacinque per un obiettivo da trecentocinquanta euro. È più semplice, sembra ovviamente equa ed è più facile da tracciare. Ma fai le percentuali prima di impegnarti. Centosettantacinque su millequattrocento è il dodici e mezzo per cento del netto di quella persona, mentre centosettantacinque su duemilacento è circa l'otto e tre per cento, quindi chi guadagna meno sta rinunciando a una fetta della propria capacità più grande della metà in più. Va benissimo se guardate tutti e due quei numeri e siete d'accordo che vada bene. È corrosivo se la divisione la fa sempre uno solo. Gli importi uguali stanno bene a chi ha redditi simili o a chi preferisce deliberatamente la simmetria; la proporzionale a tutti gli altri.

Il check-in settimanale da quindici minuti

Stessa ora ogni settimana, quindici minuti, tre domande, e poi si smette. Quanto ha messo ciascuno questa settimana. Cosa arriva nelle prossime due settimane che costa soldi. C'è qualcosa del piano che non sta funzionando. Tre domande è un limite deliberato, perché una conversazione sui soldi senza ordine del giorno si allarga a ogni cosa irrisolta che uno dei due si tiene dentro, e a quel punto nessuno dei due vuole fare la prossima. Tienila breve, tienila in calendario e chiudila in orario anche se c'è altro da dire, perché l'obiettivo è che la riunione avvenga quaranta volte e non che sia perfetta due volte.

Decidete in anticipo la regola del versamento saltato

Qualcuno salterà un versamento, e il risultato dipende interamente dal fatto che la regola esistesse prima. Le regole concordate in anticipo si discutono come politiche; quelle inventate dopo si discutono come carattere, che è una conversazione molto peggiore da avere con la persona con cui vivi. Quindi scrivetela adesso. Sceglietene una: l'importo saltato slitta al mese successivo, oppure si sposta la data dell'obiettivo invece di raddoppiare il versamento, oppure ciascuno ha un numero dichiarato di salti all'anno senza dover dare spiegazioni. Funzionano tutte. Quello che non funziona è lasciarla indefinita, perché la versione improvvisata arriva quasi sempre sotto forma di un commento sull'altra persona invece che sul piano.

Come impostare le buste

Una busta obiettivo condivisa per il traguardo, e ogni contributo registrato come versamento a sé con un'etichetta che dice da chi arriva, così i due contributi sono visibili singolarmente e nessuno deve fidarsi della parola dell'altro sul totale. Poi la modifica che previene la maggior parte degli attriti: una busta personale senza domande per ciascuno, finanziata ogni mese, spesa come quella persona vuole senza dover spiegare niente. Falle di importo uguale anche con una struttura proporzionale, perché questa busta riguarda l'autonomia e non l'equità del contributo. Quasi tutti i conflitti ricorrenti sui soldi in coppia non riguardano il numero grosso, riguardano il sentirsi controllati sugli acquisti piccoli, e una busta con un nome elimina il bisogno di chiedere.

Domande frequenti

Dobbiamo dividere il risparmio a metà o in base al reddito?

In base al reddito, se i redditi sono sensibilmente diversi. La stessa percentuale del netto significa che entrambi rinunciano alla stessa quota della propria capacità, il che lascia a ciascuno un margine di respiro paragonabile. Gli importi uguali sono più semplici e funzionano bene quando i redditi sono vicini, ma su millequattrocento e duemilacento, centosettantacinque euro a testa sono il dodici e mezzo per cento per una persona e circa l'otto e tre per l'altra. Nessuna delle due risposte è giusta in automatico: conta che abbiate fatto tutti e due la divisione e siate d'accordo sul risultato, invece di andare per inerzia.

E se uno dei due salta continuamente i versamenti?

Separa due possibilità prima di parlarne, perché richiedono risposte opposte. O l'importo è insostenibile, e allora il piano è sbagliato e la correzione è una cifra mensile più bassa o una data più lontana, oppure i soldi stanno andando da un'altra parte, e allora è una conversazione sulle priorità. Guarda il registro vero delle buste invece di affidarti alla memoria, così resta una questione di fatti. Applica la regola sui versamenti saltati che avevate concordato, e se lo stesso ammanco si ripete per tre mesi di fila, rinegozia il numero invece di rifare la stessa discussione.

Dobbiamo unire i conti per farlo?

No. La sfida ha bisogno di un obiettivo condiviso e di una traccia visibile di chi ha versato cosa, non di conti unificati. Molte coppie tengono i conti separati e semplicemente spostano il proprio contributo il giorno dello stipendio, registrandolo come versamento etichettato nella busta obiettivo condivisa, così entrambi i totali sono visibili. Unire le finanze è una decisione molto più grande, con conseguenze pratiche e legali, e va presa per i suoi motivi e non come effetto collaterale di una sfida di risparmio. Partite da un obiettivo condiviso e conti separati; unire si può sempre dopo.

Quanto dovrebbe essere la busta personale senza domande?

L'importo che riuscite a finanziare entrambi ogni mese senza fatica, tenuto uguale tra voi, e abbastanza piccolo da non competere con l'obiettivo condiviso. La dimensione conta molto meno della sua esistenza. Lo scopo è che nessuno debba giustificare un caffè, un gioco o un regalo a un amico, perché l'irritazione ricorrente nelle finanze di coppia è essere interrogati sugli acquisti piccoli e non il disaccordo sui grandi. Se i soldi sono pochi, un piccolo importo uguale fa comunque il lavoro che un importo pari a zero non fa.

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