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Quale percentuale del reddito destinare a ogni categoria

Si lavora sul netto, mai sul lordo. Le fasce di lavoro più comuni sono: casa, intesa come canone o rata più spese condominiali, intorno o sotto il 30%; trasporti fra il 10 e il 15%; spesa alimentare fra il 10 e il 15%; utenze e tassa sui rifiuti fra il 5 e il 10%; assicurazioni e fondi di accantonamento fra il 5 e il 10%; rate diverse dalla casa sotto il 15%; risparmio almeno il 10-20%; spese personali e svago con quello che resta. Sono convenzioni, non misurazioni, e devono sommare a 100, quindi una categoria troppo grande comprime tutte le altre.

Da dove arrivano queste percentuali e cosa non sono

Sono convenzioni di pianificazione nate per rendere gestibile una decisione complessa, non risultati di ricerche sulle famiglie italiane. Nessuno ha misurato che il 30% per la casa sia il livello oltre il quale succede qualcosa: è un ordine di grandezza che si è stabilizzato nell'uso perché funziona come punto di partenza. Vanno quindi usate per due cose. Per capire in fretta se una categoria è fuori scala rispetto alle altre, che è una domanda a cui rispondono bene. E per costruire un primo assetto di buste quando non hai ancora dati tuoi. Non vanno usate come giudizio: dopo tre mesi di registrazioni, i tuoi numeri contano più di queste fasce.

La tabella di lavoro, calcolata sul netto

Casa, cioè canone o rata più spese condominiali, intorno o sotto il 30%. Utenze e tassa sui rifiuti fra il 5 e il 10%. Spesa alimentare fra il 10 e il 15%. Trasporti, compresi bollo, assicurazione e manutenzione divisi per dodici, fra il 10 e il 15%. Assicurazioni e fondi di accantonamento fra il 5 e il 10%. Rate diverse dalla casa sotto il 15%. Risparmio almeno il 10-20%. Tutto il resto, cioè svago, pasti fuori, abbigliamento, cura personale, regali e abbonamenti, prende quello che avanza. Nota che la casa italiana è due righe e non una: chi conta solo il canone o solo la rata sottostima la categoria più grande del suo budget.

Il vincolo che nessuno dichiara: il totale fa 100

Ogni fascia letta da sola sembra ragionevole, e questo è il motivo per cui la maggior parte delle persone si convince di essere nella norma dappertutto mentre il mese non torna. Le fasce non sono indipendenti: sommate ai loro estremi superiori superano abbondantemente il cento per cento del netto, quindi non puoi stare nella parte alta di tutte. Se la casa prende il 40%, non è che hai una categoria fuori posto: hai dieci punti che devono uscire da qualche altra parte, e usciranno comunque, con o senza la tua decisione. La domanda utile non è quale categoria è troppo alta, è da quale categoria decidi di prendere i punti che mancano.

Cosa ti porta legittimamente sopra una fascia

Sopra la fascia della casa ci si sta quando si vive in una città cara, quando si è l'unico reddito o quando la casa vicino al lavoro sostituisce l'auto. Sopra quella dei trasporti ci si sta quando si abita fuori città e si lavora dentro, che è una scelta che in genere abbassa la casa. Sopra quella della spesa quando ci sono adolescenti in casa o esigenze alimentari specifiche. Sopra quella delle utenze quando l'edificio è vecchio e la zona è fredda. Nessuna di queste è un errore: sono condizioni. Il punto è che ognuna va compensata esplicitamente da un'altra categoria, e la compensazione va decisa adesso, non scoperta a fine mese.

La diagnosi: leggi lo spostamento, non la percentuale

Il modo più utile di usare la tabella non è confrontarsi con le fasce una per una, ma guardare quale categoria è stata schiacciata dalle altre. Quasi sempre la compressione non colpisce dove pensi: colpisce i fondi di accantonamento, il risparmio e la manutenzione, cioè tutte voci che non hanno una scadenza che protesta. Se la tua casa è al 40% e i tuoi fondi sono a zero, non hai un problema di fondi, hai un problema di casa che si manifesta nei fondi. Correggere il sintomo, cioè sforzarsi di finanziare il fondo con la forza di volontà, non funziona finché il numeratore non cambia.

Trasformare la tabella in buste in una sola sessione

Prendi il tuo netto, applica le percentuali di partenza e scrivi gli importi accanto a ogni categoria: hai la prima versione del tuo piano in dieci minuti. Poi correggila con i tuoi ultimi tre mesi, categoria per categoria, e accetta che qualche voce non starà nella fascia. Quello che deve tornare è il totale, non le singole righe. In Envelope Budget crei una busta per categoria e finanzi il fisso il giorno dello stipendio, lasciando settimanali le buste variabili come spesa, fuori casa e svago. Rivedi l'assetto due volte l'anno, non ogni mese: le percentuali non cambiano da un mese all'altro, cambiano quando cambia la tua vita.

Domande frequenti

Le percentuali si calcolano sul lordo o sul netto?

Sul netto, sempre, cioè su quello che viene accreditato sul conto. Le percentuali calcolate sul lordo assegnano soldi che imposte e contributi hanno già trattenuto, e producono un piano che non torna per motivi invisibili. Se il tuo contratto prevede mensilità aggiuntive, escludile dal netto mensile ordinario e assegna loro un compito separato: farne una media mensile gonfia ogni mese dell'anno e ti fa credere di avere un margine che nella maggior parte dei mesi non c'è.

La regola del 50/30/20 basta da sola?

Basta per iniziare e non basta per gestire. Ha il pregio di essere memorabile e di partire dal netto, ma le sue tre categorie sono troppo larghe per prendere decisioni: dentro le necessità stanno insieme la casa, la spesa e le utenze, che hanno leve completamente diverse e tempi di correzione diversi. Usala per il primo assetto, poi scomponi le necessità nelle loro voci vere. La versione dettagliata di questa pagina è la stessa idea con abbastanza granularità da poterci lavorare.

E se le percentuali non stanno dentro in nessun modo?

Allora il quadro ti sta dicendo qualcosa di preciso ed è meglio ascoltarlo che rifare i conti. Quasi sempre significa che una categoria strutturale, di solito la casa o le rate, occupa uno spazio che le altre non possono cedere. Le leve esistono ma sono lente, quindi vanno scelte adesso e programmate: una scadenza di contratto, la fine di un piano di rate, un cambio di configurazione dei trasporti, un aumento del reddito. Nel frattempo la cosa che aiuta davvero è decidere esplicitamente quali categorie resteranno sottofinanziate e per quanto tempo, invece di scoprirlo ogni mese.

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