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Come smettere di buttare soldi nelle consegne a domicilio
Il cibo è solo la base dell'ordine. Sopra ci sono un prezzo di menù spesso più alto di quello del locale, un costo di servizio, un costo di consegna, talvolta una maggiorazione per ordini piccoli, e la mancia calcolata su un totale già gonfiato. Prendi una ricevuta recente e confrontala riga per riga con il menù del ristorante, sposta al ritiro gli ordini che puoi, e fai uscire le consegne da una busta propria con ricarica settimanale, così la somma dei sovrapprezzi diventa visibile invece di sparire nel cibo.
Leggi una ricevuta fino in fondo
Prendi l'ultimo ordine e scrivi tre colonne: quanto costano gli stessi piatti sul menù del locale, quanto costano sull'app, e tutte le voci aggiunte sotto il subtotale. Molte persone scoprono per la prima volta che il prezzo dei piatti in app non è lo stesso del ristorante, e che le voci di servizio e consegna sommate valgono una parte consistente dell'ordine. Fai poi il conto annuale: prendi il numero di ordini di un mese normale e moltiplica per dodici. Non è un esercizio moralistico, è la misura del problema, ed è l'unico modo per decidere quanto ti interessa risolverlo.
Le modifiche con soldi veri dietro
La prima è il ritiro: lo stesso cibo, spesso allo stesso prezzo del locale, senza costi di consegna. Se il ristorante è a dieci minuti, la differenza per ordine è consistente e il tempo che ci metti è quasi lo stesso dell'attesa a casa. La seconda è ordinare direttamente dal locale quando è possibile, telefonando o dal suo sito, perché la struttura dei costi cambia. La terza è la dimensione dell'ordine: le maggiorazioni per ordini piccoli rendono l'ordine singolo di uno spuntino il più caro in assoluto per quello che mangi. La quarta, meno ovvia, è tenere una dispensa che permetta una cena veloce nelle sere in cui ordini per stanchezza.
Gli abbonamenti alle consegne convengono?
Un abbonamento che azzera o riduce i costi di consegna conviene solo se ordini abbastanza da superare il punto di pareggio, e il calcolo è semplice: costo mensile dell'abbonamento diviso il risparmio medio per ordine, che ti dà il numero di ordini al mese necessari. Confrontalo con i tuoi ordini reali degli ultimi tre mesi, non con quelli che immagini. C'è però un effetto secondario da mettere nel conto: un abbonamento riduce l'attrito psicologico e quindi tende ad aumentare il numero di ordini, che è precisamente il contrario dell'obiettivo. Se lo attivi, tienilo sotto osservazione per due mesi e verifica se la frequenza è cambiata.
Quello che sposta pochissimo
Inseguire i codici sconto dell'app funziona una volta e poi ti fa ordinare quando non avresti ordinato: il codice non è un risparmio se genera l'ordine. Confrontare tre app diverse per lo stesso ristorante costa tempo e produce differenze modeste rispetto alla scelta fra consegna e ritiro. Scegliere il piatto meno caro del menù non cambia il quadro, perché il problema non è il piatto, è la struttura di costi che ci sta sopra. E la mancia non è la voce da tagliare per far quadrare i conti: se il tuo problema è la spesa complessiva, la soluzione sta nella frequenza degli ordini.
La busta: Consegne, separata e settimanale
Dai alle consegne una riga tutta loro, distinta sia dalla Spesa sia dai Ristoranti, perché hanno una causa diversa: si ordina per stanchezza e per fretta, non per il piacere di uscire. Ricaricala ogni settimana, con una cifra ricavata dai tuoi ultimi due mesi e poi ridotta di proposito. Il valore della busta è che rende visibile il totale dei sovrapprezzi, che nessuno guarda mai perché ogni singolo ordine sembra piccolo. Se il saldo si esaurisce il giovedì, non è un fallimento: è l'informazione che ti mancava, e ti dice se il problema è la frequenza o la dimensione degli ordini.
Domande frequenti
Conviene ordinare il ritiro dall'app o chiamare il ristorante?
Chiamare direttamente o ordinare dal sito del locale è spesso la scelta più economica, perché i prezzi dei piatti sull'app possono essere più alti di quelli del menù e si aggiungono voci di servizio. Il ritiro tramite app elimina la consegna ma non sempre le altre voci. La verifica costa due minuti: apri il menù del ristorante e confrontalo con quello che vedi nell'app.
Come capisco se un abbonamento alle consegne mi conviene?
Dividi il costo mensile dell'abbonamento per il risparmio medio che ti dà su un ordine: ottieni il numero di ordini al mese oltre il quale conviene. Confrontalo con i tuoi ordini reali degli ultimi tre mesi. Tieni conto anche dell'effetto collaterale: togliere il costo di consegna rende più facile ordinare, quindi controlla dopo due mesi se la frequenza è aumentata.
Qual è un budget realistico per le consegne?
Parti dalla tua spesa reale degli ultimi due mesi e riducila di una quota che ti sembra sostenibile, per esempio un terzo, agendo prima sulla frequenza. Un numero irrealistico salta subito e ti fa smettere di usare il budget. Una volta trovato il livello che regge, la cosa importante è che quella spesa esca da una busta con un nome e non dal residuo del conto.
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