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Come ridurre il costo del condizionatore

Il condizionatore costa in proporzione alle ore in cui lavora il compressore, e quelle ore dipendono dalla distanza fra la temperatura che imposti e quella esterna, più dalla velocità con cui il calore rientra in casa. Le cose che pagano sono una temperatura più alta con i ventilatori a compensare, schermare il sole sulle finestre esposte, filtri e unità esterna puliti, e un rialzo moderato quando esci invece dello spegnimento totale. Poi finanzia la busta Utenze sulla bolletta estiva più alta, così giugno-settembre è già coperto.

Temperatura e ventilatori sono una leva sola

Ogni grado in più sul telecomando riduce le ore in cui il compressore lavora, ed è lì che sta il costo. Ma alzare la temperatura funziona solo se la casa resta vivibile, ed è per questo che i ventilatori valgono: muovono l'aria sulla pelle e ti fanno percepire più fresco a parità di gradi, con un consumo che rispetto al climatizzatore è una frazione. La combinazione utile è quindi una sola: alzi la temperatura impostata e accendi un ventilatore nella stanza in cui sei. Ricorda però che il ventilatore raffredda le persone, non le stanze: se esci, spegnilo, altrimenti stai solo pagando per muovere aria in una camera vuota.

Blocca il sole prima di comprare qualsiasi cosa

La quantità di calore che entra dalle finestre esposte a sud e a ovest nel pomeriggio è la ragione principale per cui il condizionatore non stacca mai fra le sedici e le venti. Tapparelle abbassate, persiane accostate e tende chiare sulle finestre giuste tolgono lavoro all'impianto senza costare nulla, e le pellicole riflettenti costano poco e funzionano dove non puoi schermare dall'esterno. Se hai il balcone o una tenda da sole, usarla è la versione gratuita di un intervento che altrove si paga. Ventilare la casa la notte e chiuderla al mattino è la vecchia abitudine che continua a essere corretta, e in molte case toglie ore intere di funzionamento senza toccare il telecomando.

Perché spegnerlo tutto il giorno spesso costa di più

Se spegni completamente per otto ore in una giornata torrida, la casa e tutto ciò che contiene si scaldano, e quando rientri l'impianto deve lavorare a pieno regime a lungo per riportare tutto giù. In molti casi conviene invece lasciare una temperatura più alta durante l'assenza, così l'impianto interviene poco e il rientro non è un picco. La regola pratica è alzare, non spegnere, per assenze brevi e medie; per assenze di giorni, spegnere ha senso. Se hai lo split con la funzione di programmazione, usala per far ripartire l'impianto poco prima del rientro invece di lasciarlo acceso tutto il pomeriggio a vuoto.

Manutenzione: le due cose che davvero contano

I filtri sporchi riducono la portata d'aria e allungano le ore di funzionamento, e si lavano in dieci minuti con acqua tiepida. Farlo ogni poche settimane in stagione è la manutenzione con il miglior rapporto fra fatica e risultato. La seconda è l'unità esterna: se è in pieno sole, coperta di polvere o incastrata in uno spazio senza ricircolo, smaltisce peggio il calore e lavora di più. Liberarla e pulire le alette costa zero. La ricarica del gas refrigerante non è manutenzione ordinaria: se serve, vuol dire che c'è una perdita, e allora è un intervento tecnico, non un modo per risparmiare. Chiedi un preventivo scritto prima di autorizzare qualsiasi lavoro.

La busta: finanzia sul picco estivo

In una casa con il climatizzatore, la bolletta di luglio e agosto non assomiglia a quella di aprile, e se la busta Utenze è tarata sulla media l'estate te la mangia. Prendi la bolletta più alta dell'ultima estate, dividila per i mesi che copre e usa quel valore come importo mensile per tutto l'anno. I mesi miti accumulano avanzo, i mesi caldi lo consumano, e il saldo si chiude da solo. Se stai per installare un impianto, mettilo in un fondo di accantonamento come qualsiasi altro acquisto grosso invece di finanziarlo: un impianto comprato a rate costa più di quanto ti farà risparmiare in bolletta nei primi anni.

Domande frequenti

Devo spegnere il condizionatore quando esco di casa?

Per uscite di poche ore di solito conviene alzare la temperatura invece di spegnere, perché una casa lasciata scaldare completamente richiede un ciclo lungo a pieno regime per tornare giù. Per assenze di un giorno o più, spegni. Se il tuo impianto ha la programmazione, la soluzione migliore è farlo ripartire mezz'ora prima del rientro.

Il ventilatore fa abbassare la bolletta?

Solo se ti permette di tenere il climatizzatore su una temperatura più alta o di non accenderlo affatto. Il ventilatore consuma pochissimo rispetto a un compressore, ma non raffredda l'aria: raffredda te. Quindi funziona nella stanza in cui sei e non serve a nulla in una stanza vuota. Usato così, è il modo più economico di guadagnare qualche grado di comfort.

Perché la bolletta di luglio è il doppio delle altre?

Perché il climatizzatore è quasi sempre l'apparecchio che consuma di più in casa e in estate lavora molte ore al giorno, spesso nelle ore in cui l'energia costa di più. Confronta i kWh di luglio con quelli di aprile: la differenza è quasi tutta climatizzazione. È anche il motivo per cui la busta Utenze va finanziata sul picco e non sulla media.

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