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Come costruire un fondo di emergenza da 6 mesi

Prendi le spese essenziali mensili e moltiplicale per sei. Se le essenziali sono 1.500 euro il traguardo è 9.000: circa 375 euro al mese in ventiquattro mesi, 300 in trenta, 250 in trentasei. Due o tre anni sono una scadenza normale per questo obiettivo, non il segno che stai sbagliando qualcosa.

Chi ha davvero bisogno di sei mesi

Sei mesi non sono il traguardo giusto per tutti, e allungare senza motivo tiene fermo del denaro che potrebbe servire altrove. Il multiplo alto ha senso quando il reddito è più esposto della media: famiglia monoreddito, contratto a termine o stagionale, partita IVA con pochi committenti, lavoro a provvigione, settore in cui una ricerca di lavoro dura a lungo. Ha senso anche quando le spese fisse sono rigide e non comprimibili, per esempio con una rata del mutuo e spese condominiali importanti. Con due redditi stabili in casa, invece, tre mesi coprono già lo scenario più probabile, cioè la perdita di uno solo dei due. Rispondi a questa domanda prima di fissare il numero, perché il numero non è negoziabile ma la scelta del multiplo sì.

Il conto, con il versamento mensile

Somma le spese che continuerebbero senza stipendio: affitto o rata, spese condominiali, utenze, spesa alimentare, trasporti indispensabili, assicurazioni, rate in corso. Moltiplica per sei. Come esempio di aritmetica e non come media, con 1.500 euro di essenziali il traguardo è 9.000 euro: circa 375 euro al mese su ventiquattro mesi, circa 300 su trenta, circa 250 su trentasei. Con 2.000 euro di essenziali il traguardo diventa 12.000 e le stesse scadenze chiedono circa 500, 400 e 333 euro al mese. Scegli in base a quale di quelle cifre riesci a versare anche nei mesi in cui arrivano bollo, assicurazione, conguaglio condominiale o i libri di settembre.

Due o tre anni sono la risposta normale

Vale la pena dirlo subito, perché la delusione più comune su questo obiettivo nasce da un'aspettativa sbagliata sulla durata. Un fondo da sei mesi di spese essenziali è un progetto pluriennale per la grande maggioranza delle persone, e non c'è nessun modo furbo di comprimerlo che non passi da un aumento del reddito. Sapere in partenza che ci vorranno due o tre anni cambia il modo in cui lo affronti: smetti di controllare la barra ogni settimana, imposti un versamento sostenibile e ti concentri sul non interromperlo. Chi invece parte convinto di finire in otto mesi si scoraggia al quarto e abbandona, avendo comunque messo via dei soldi che poi userà per altro.

Quando il traguardo si sposta perché sono cambiate le spese

Il traguardo non è un numero eterno: dipende dalle spese essenziali di adesso. Se l'affitto aumenta, se entra una rata nuova, se le spese condominiali salgono dopo lavori votati dall'assemblea, se nasce un figlio, il numero cambia e va ricalcolato. Fallo una volta all'anno, sempre nello stesso mese, in dieci minuti: risomma le buste fisse e moltiplica di nuovo. Il rischio opposto è altrettanto reale e meno discusso: se le spese scendono, per esempio quando finisce un finanziamento o cambi casa, il traguardo scende e potresti già essere arrivato senza saperlo. Un obiettivo ricalcolato una volta all'anno resta connesso alla realtà; uno fissato tre anni fa sta misurando una vita che non hai più.

Tre mesi e sei mesi sono la stessa busta

Non creare due buste separate. Il traguardo a tre mesi è un traguardo intermedio dentro lo stesso percorso, quindi tienilo come tappa nella stessa busta e cambia solo il numero obiettivo quando lo superi. Due buste producono due barre a metà, che psicologicamente valgono meno di una barra oltre la metà, e producono anche la tentazione di considerare finita la prima e spendere la seconda. La sequenza pulita è: 1.000 euro, poi un mese di spese essenziali, poi tre mesi, poi sei. Una busta sola, quattro traguardi in ordine, e la nota dentro che ricorda cosa vale come prelievo.

L'impostazione delle buste

Una busta Emergenze con il traguardo calcolato sulle tue spese essenziali di oggi, il versamento programmato il giorno dell'accredito e le tappe intermedie scritte nella nota. Accanto, i fondi di accantonamento per le scadenze annuali, perché su tre anni ne cadranno molte e senza buste dedicate le pagherà il fondo. Poi un promemoria annuale per ricalcolare il traguardo. Se hai entrate irregolari, sostituisci la cifra fissa con una percentuale di ogni incasso: su un orizzonte così lungo la regolarità del gesto conta più della dimensione del singolo versamento, e una regola percentuale sopravvive ai mesi magri mentre una cifra fissa no.

Domande frequenti

Sei mesi di spese non sono troppi da tenere fermi?

Dipende da quanto è esposto il tuo reddito, che è la stessa domanda con cui hai scelto il multiplo. Per chi ha due entrate stabili, sei mesi possono effettivamente essere più del necessario e tre bastano. Per una famiglia monoreddito, per un lavoro stagionale o per chi fattura, sei mesi sono la differenza tra riorganizzarsi con calma e accettare la prima cosa che capita. Sul dove tenere il denaro e su eventuali rendimenti non diamo indicazioni: l'unico vincolo funzionale è che sia disponibile in tempi brevi, perché un fondo vincolato quando serve non è un fondo di emergenza.

Cosa conta come essenziale quando calcolo sei mesi?

Le voci che continuerebbero ad arrivare anche senza stipendio: affitto o rata del mutuo, spese condominiali, utenze, spesa alimentare a un livello sobrio ma realistico, trasporti indispensabili, assicurazioni obbligatorie, rate in corso e le spese sanitarie ricorrenti che sostieni davvero. Restano fuori ristoranti, viaggi, svago, abbonamenti che disdiresti e regali. Il criterio pratico è chiedersi cosa smetteresti di pagare il primo mese senza entrate: tutto quello che risponde subito no va dentro, il resto fuori.

Devo smettere di risparmiare per altri obiettivi finché non ho sei mesi?

In genere no, e farlo per tre anni è irrealistico. La sequenza più sostenibile è dare priorità assoluta al fondo fino al primo mese di spese essenziali, poi procedere in parallelo, tenendo comunque il fondo come prima busta riempita ogni mese. Restano invece prioritari i fondi di accantonamento per le spese annuali, perché non sono un obiettivo concorrente: sono conti che arriveranno comunque, e finanziarli evita che vengano pagati proprio dal fondo che stai costruendo.

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