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Quanto dovrei spendere per la cura personale?

Parti da una fascia fra il 2 e il 4% del netto per la cura personale, cioè parrucchiere e colore, unghie, estetista, prodotti per la pelle e cosmetici, barbiere e trattamenti. È una fascia per impostare una busta, non una media misurata. Poi fai il conto della frequenza, perché la leva vera è quella e non il prezzo: un appuntamento che costa 45 euro ripetuto ogni sei settimane vale circa 33 euro al mese, e passare a otto settimane lo porta intorno a 24 euro, cioè circa un quarto in meno senza cambiare posto e senza rinunciare a niente di visibile.

Definisci la categoria prima di metterla a budget

Dentro ci stanno i servizi che paghi a qualcun altro, quindi parrucchiere, colore, barbiere, unghie, estetista, massaggi e trattamenti, e i prodotti che compri per te, quindi cura della pelle, capelli, cosmetici e profumi. Non ci stanno i prodotti di consumo della casa come carta, sapone da bagno comune e detersivi, che appartengono alla busta della casa, e non ci stanno le spese sanitarie, che sono un'altra cosa anche quando si comprano in farmacia. La distinzione non è pedanteria: se dentro la busta finiscono anche il dentifricio e lo shampoo di tutta la famiglia, il numero smette di misurare la cosa di cui volevi decidere qualcosa, cioè i tuoi appuntamenti.

La fascia di partenza del 2-4%

Il 2-4% del netto è un punto di partenza convenzionale, dichiarato come tale. Serve a impostare una busta e a capire se il totale è fuori scala, non a stabilire cosa sia giusto: chi ha capelli che richiedono un colore regolare, chi ha un lavoro in cui l'aspetto conta e chi ha semplicemente deciso che questa è la sua categoria preferita starà sopra, e non c'è niente da correggere se il resto del budget regge. Il valore del numero non è normativo, è informativo. La maggior parte delle persone non ha mai sommato dodici mesi di questa categoria, e la prima somma è quasi sempre la parte più utile dell'esercizio.

Fai il conto della frequenza

È qui che si trovano i soldi, ed è un conto che si fa in un minuto. Supponiamo che il tuo appuntamento costi 45 euro. Ogni sei settimane sono poco meno di nove appuntamenti l'anno, cioè circa 390 euro, cioè circa 33 euro al mese. Ogni otto settimane sono sei appuntamenti e mezzo, circa 293 euro, circa 24 euro al mese. È una riduzione intorno al venticinque per cento ottenuta senza cambiare salone, senza cercare un prezzo più basso e senza rinunciare al servizio. Ripeti il calcolo per ogni voce ricorrente che hai: quasi sempre la somma dei piccoli allungamenti di intervallo vale più di qualunque tentativo di trattare sul prezzo.

Cosa ti porta sopra o sotto la fascia

Verso l'alto pesano il colore, che ha una frequenza imposta dalla ricrescita e non dalla volontà, i trattamenti con abbonamento, i prodotti che si comprano quando ancora quelli vecchi non sono finiti, e i lavori in cui l'aspetto è parte della professione. Verso il basso pesano un taglio che non richiede manutenzione, i prodotti comprati in formati grandi solo per le cose che usi davvero tutti i giorni, e una routine corta. C'è poi una voce nascosta che vale la pena guardare: gli acquisti di prodotti fatti dopo un appuntamento, che nella maggior parte dei bilanci vengono contati come parte del servizio e non lo sono. Registrali separatamente per un mese e guarda il totale.

La diagnosi: cosa toglie una busta troppo grande

Quando questa categoria è cresciuta oltre la fascia senza una decisione, i soldi arrivano quasi sempre dallo stesso posto: i fondi di accantonamento, che non hanno una scadenza visibile e quindi non protestano. Il segnale è riconoscibile: gli appuntamenti sono regolari e il fondo per il dentista o per l'auto è fermo allo stesso saldo da mesi. Non è un argomento morale, è un ordine di priorità che non è mai stato deciso esplicitamente. La correzione non è smettere: è scegliere la frequenza, scriverla, e mandare la differenza dove serve. Una scelta fatta una volta vale più di dodici tentativi di essere ragionevoli sul momento.

Il cambio di buste da fare oggi

Crea una busta Cura personale con l'importo che esce dal conto della frequenza, non da una sensazione, e scrivi nella nota le cadenze che hai scelto per ogni voce: ogni quante settimane il taglio, ogni quante il colore, ogni quante le unghie. Sono quelle cadenze il tuo budget, molto più della cifra. Registra ogni appuntamento e ogni prodotto sul momento. In Envelope Budget la registrazione è manuale e questo ha un effetto utile in questa categoria in particolare, perché sono spese piacevoli e per questo poco memorabili: dopo due mesi hai il totale reale e non l'idea che avevi. Se il numero ti sorprende, allunga un intervallo prima di tagliare un servizio.

Domande frequenti

I prodotti da bagno contano come cura personale?

Distingui fra ciò che è tuo e ciò che è della casa. Il tuo prodotto per la pelle, il tuo shampoo specifico e i cosmetici sono cura personale. Il sapone comune, la carta igienica, il dentifricio della famiglia e il bagnoschiuma che usano tutti sono prodotti per la casa e stanno con detersivi e carta. Il criterio è semplice: se sparisse quella persona, quella spesa sparirebbe. Tenerli separati è ciò che permette di leggere la busta: altrimenti la cura personale sembra crescere ogni volta che qualcuno finisce il dentifricio.

Come metto a budget un trattamento che faccio poche volte l'anno?

Con un fondo di accantonamento, esattamente come per l'assicurazione o le gomme. Prendi il costo del trattamento, moltiplicalo per il numero di volte all'anno e dividi per dodici: quella è la quota mensile. Il vantaggio non è solo che i soldi ci sono al momento giusto, è che il costo annuale diventa visibile. Molte persone scoprono con questo calcolo che una spesa che sembrava occasionale pesa più di una voce mensile a cui davano molta più attenzione, e a quel punto la decisione è informata invece che automatica.

Il 4% del reddito è troppo per la cura personale?

Non esiste un troppo in assoluto, esiste un troppo relativo. Se il resto del budget regge, cioè se le spese fisse sono coperte, i fondi di accantonamento sono finanziati e l'obiettivo di risparmio avanza, allora è la tua categoria preferita e va benissimo così. Se invece per stare nel 4% i fondi restano vuoti, il problema non è la percentuale ma l'ordine: le spese con una data vanno finanziate prima di quelle senza. La fascia serve a farti fare questa verifica, non a dirti come vivere.

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