Come mettere da parte i soldi per il Natale partendo da gennaio
Elenca ogni destinatario con un tetto di spesa, poi aggiungi le voci che quasi tutti dimenticano: cenone e pranzi, viaggi per raggiungere le famiglie, addobbi, spedizioni e i regali della Befana. Dividi il totale per i mesi che restano. Un Natale da 900 euro cominciato a gennaio, con undici mesi davanti, sono circa 82 euro al mese; lo stesso Natale cominciato a ottobre sono 300 euro al mese, quasi quattro volte tanto per la stessa festa.
Costruisci il totale nome per nome, con un tetto
Il budget di Natale non si controlla con un totale generico, si controlla con un elenco. Scrivi ogni persona a cui farai un regalo e accanto la cifra massima. Il totale che ne esce è quasi sempre più alto di quello che avresti detto a mente, ed è esattamente per questo che l'esercizio serve. Fatto a gennaio è una lista tranquilla; fatto a dicembre diventa una serie di decisioni prese in negozio, che è il modo più caro di comprare. Rivedi la lista a settembre, non a dicembre: è il momento in cui puoi ancora togliere qualcuno, concordare regali collettivi o proporre uno scambio a sorteggio tra adulti.
Le voci che quasi tutti dimenticano
I regali sono la parte visibile e spesso non sono nemmeno la metà del totale. Aggiungi il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che per chi ospita valgono una spesa importante. I viaggi per raggiungere le famiglie, con carburante o biglietti che a dicembre costano di più. Gli addobbi e quello che si rompe ogni anno. Le spedizioni per i pacchi lontani. Le mance e le donazioni di fine anno, se le fai. E i regali della Befana, che arrivano a gennaio ma appartengono allo stesso ciclo e per le famiglie con bambini non sono una voce piccola. Somma tutto: quello è il numero da dividere.
Gennaio contro ottobre, in euro
Un Natale da 900 euro diviso per undici mesi, partendo a gennaio, sono circa 82 euro al mese. Lo stesso Natale da 900 euro partendo a ottobre, con tre mesi davanti, sono 300 euro al mese. È la stessa festa, le stesse persone, gli stessi regali: cambia solo lo sforzo mensile, che è quasi quadruplicato. Detto in un altro modo: la decisione più importante sul Natale non riguarda cosa comprare, riguarda in che mese apri la busta. Ed è anche il motivo per cui questa pagina esiste a gennaio e non a novembre, quando ormai le uniche opzioni rimaste sono spendere meno o pagare a rate.
La tredicesima non è il piano
Molti contratti prevedono una mensilità aggiuntiva a dicembre, e la tentazione naturale è considerarla il finanziamento del Natale. Il problema è che quel denaro è già atteso da altre cose: le bollette invernali che arrivano a gennaio, i rinnovi di inizio anno, eventuali rate. Non tutti i contratti la prevedono e chi lavora con partita IVA in genere non ce l'ha, quindi la prima cosa è guardare i propri documenti invece di dare per scontato che esista. Se c'è, il modo sano di usarla è deciderne la ripartizione prima che arrivi, con una quota esplicita a ciascuna destinazione, invece di lasciarla assorbire e chiedersi a febbraio dove sia finita.
La modifica alle buste da fare oggi
Una busta Natale aperta tutto l'anno con il traguardo del tuo elenco e il versamento mensile pari al totale diviso i mesi che restano. Riempila il giorno dell'accredito, come una spesa fissa, perché è una spesa fissa: arriva ogni anno alla stessa data. Nella nota tieni l'elenco dei destinatari con i tetti, e aggiornalo quando compri, così a dicembre sai cosa manca senza rifare i conti. A gennaio non chiudere la busta: azzerala e riparti, tenendo dentro la Befana come prima uscita dell'anno nuovo. È l'unico modo per non ritrovarsi ogni anno a fare la stessa corsa negli stessi tre mesi.
Domande frequenti
E se è già ottobre?
Allora hai tre mesi e due leve: la cifra mensile e il totale. Fai comunque l'elenco nome per nome, perché è l'unico modo per tagliare in modo mirato invece che comprare meno di tutto. Concorda regali collettivi tra adulti, proponi uno scambio a sorteggio nelle famiglie grandi, e riduci il numero di destinatari invece del valore del singolo regalo, perché è meno visibile. Poi apri comunque la busta per l'anno prossimo a gennaio, con un versamento piccolo: è la decisione che risolve il problema in modo definitivo invece di ripeterlo ogni anno.
Posso usare un pagamento rateale o una formula a rate senza interessi?
Sposta il problema dentro i mesi in cui arrivano le bollette invernali e i rinnovi di inizio anno, cioè nel periodo peggiore dell'anno per aggiungere impegni. Anche quando non c'è un costo esplicito, la rata occupa il budget dei mesi successivi e riduce la tua capacità di reagire a un imprevisto. E c'è un effetto pratico: chi paga a rate tende a spendere di più, perché la cifra percepita al momento dell'acquisto è la rata e non il totale. Se quest'anno non c'è alternativa, mettilo per iscritto e apri la busta a gennaio, così l'anno prossimo la domanda non si pone.
Come evito che il totale cresca a dicembre?
Con l'elenco scritto e i tetti per persona, decisi a mente fredda mesi prima. Il totale cresce sempre allo stesso modo: piccole aggiunte, il regalo in più per qualcuno che non era in lista, l'oggetto visto in vetrina che sembra perfetto. Se l'elenco esiste ed è aggiornato mentre compri, l'aggiunta diventa visibile nel momento in cui la fai. E stabilisci in anticipo una regola per i regali fuori lista: o si toglie qualcos'altro, o si prende dalla busta di un'altra categoria e si registra. La regola non impedisce di cambiare idea, impedisce di cambiarla senza accorgersene.
I soldi del Natale vanno nella stessa busta degli altri regali dell'anno?
Meglio separati, perché hanno ritmi diversi. Compleanni, matrimoni, comunioni e cresime sono distribuiti nell'anno e in alcuni periodi si concentrano; il Natale è un blocco unico con una data fissa. Con una busta sola non sai mai se la cifra presente serve per la festa di sabato o per dicembre, e il risultato è che dicembre trova la busta vuota. Due buste, due traguardi, due ritmi: quella dei regali dell'anno viene riempita in base agli inviti che conosci, quella di Natale con la cifra mensile fissa.
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