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Bollo, assicurazione e revisione: quanto accantonare ogni mese

Bollo, premio assicurativo e revisione sono spese a data certa che arrivano in un'unica soluzione, ed è per questo che pesano. Il metodo è uno solo: prendi gli importi che hai effettivamente pagato l'anno scorso, dividili per dodici e apri un fondo di accantonamento per ciascuno. Non possiamo dirti quanto pagherai - il bollo dipende dal veicolo e dalla regione, il premio dalla tua posizione assicurativa - ma i tuoi documenti dell'anno scorso sì.

Perché queste tre spese fanno male più di quanto valgono

Non è la cifra: è la forma. Bollo, assicurazione e revisione arrivano in un'unica soluzione, spesso a poca distanza l'una dall'altra, dentro un mese che non era stato pensato per contenerle. Uno stipendio mensile assorbe bene le spese mensili e assorbe malissimo un blocco che vale diverse settimane di margine. Il risultato tipico è pagare con la carta, con un pagamento rateale, o prendendo dal fondo di emergenza, cioè trattare come emergenza qualcosa che aveva una data scritta sui documenti. Il rimedio non è ridurre la spesa, che in gran parte non è comprimibile, ma cambiarne la forma: renderla mensile prima che arrivi.

Prendi gli importi dell'anno scorso, non una stima

Non ti diciamo quanto costeranno, e diffida di chi lo fa con sicurezza: il bollo dipende dalle caratteristiche del veicolo e dalla regione di riferimento, il premio assicurativo dalla tua posizione personale e dalla compagnia, la revisione dalla tariffa applicata da chi la esegue. Quello che hai già, però, è il dato migliore possibile: quanto hai pagato tu, l'anno scorso, per ognuna di queste voci. Cerca la ricevuta del bollo, la quietanza del premio e lo scontrino della revisione. Somma, dividi per dodici, e hai il versamento mensile. Se qualcosa cambierà, lo aggiusterai l'anno prossimo con i dati nuovi: nel frattempo avrai accantonato quasi tutto.

Tre buste, non una

La tentazione è creare un'unica busta Auto e metterci dentro tutto. Non farlo, per un motivo pratico: le tre voci hanno scadenze diverse, e con una busta unica non sai mai se la cifra presente è quella che serve per la scadenza in arrivo o quella che stavi accumulando per quella successiva. Con tre buste separate, ognuna con il proprio importo e la propria data, la risposta si legge a colpo d'occhio. È lo stesso motivo per cui la manutenzione programmata merita una quarta busta ancora: quando le buste corrispondono a scadenze reali, il budget smette di richiedere memoria e diventa una lettura.

Il calendario, che è metà del lavoro

Segna sul calendario, adesso, le date che conosci: la scadenza del bollo per il tuo veicolo, il rinnovo del premio assicurativo, e la scadenza di revisione riportata sui tuoi documenti. Non stiamo dicendo quali siano le regole di scadenza, perché dipendono dal veicolo e dalla tua situazione: stiamo dicendo di copiare le date che risultano dai tuoi documenti. Quando le tre date sono sul calendario e le tre buste esistono, questo argomento smette di produrre sorprese per sempre. È anche l'unico modo per accorgersi che due di esse cadono nello stesso mese, il che è un'informazione da avere a gennaio, non a settembre.

Sul rinnovo dell'assicurazione non ti diciamo cosa scegliere

Alla scadenza del premio hai il diritto di confrontare, e il documento che descrive la tua storia assicurativa è quello che ti permette di farlo con dati veri. Ma quale copertura, quale compagnia, quali garanzie accessorie o quale franchigia siano giusti per te è una scelta che non ci compete e sulla quale non diamo consigli, perché dipende dal tuo veicolo, dal tuo utilizzo e da valutazioni che spettano a te e a chi ti assiste. Quello che riguarda il budget è solo questo: qualunque premio tu scelga, va diviso per dodici e accantonato mese per mese, così alla scadenza è già lì e la scelta non è condizionata da quanti soldi hai sul conto quel giorno.

L'impostazione delle buste

Tre buste: Bollo, Assicurazione, Revisione. Per ciascuna, l'importo pagato l'anno scorso come traguardo, la data reale presa dai tuoi documenti, e il versamento mensile pari al traguardo diviso dodici. Riempile il giorno dell'accredito insieme alle spese fisse, non con quello che avanza. Se stai partendo a metà anno e una scadenza è vicina, dividi per i mesi che restano davvero e accetta che il primo anno sia più pesante: dal secondo il ritmo si stabilizza. Nella nota di ogni busta scrivi da dove hai preso l'importo, così l'anno prossimo l'aggiornamento è una verifica e non una nuova ricerca.

Domande frequenti

Quanto devo accantonare al mese per bollo e assicurazione?

Esattamente quanto hai pagato l'anno scorso per entrambi, diviso dodici. Non possiamo darti una cifra perché il bollo dipende dalle caratteristiche del tuo veicolo e dalla regione di riferimento, e il premio dipende dalla tua posizione personale: due auto identiche parcheggiate nella stessa via possono avere importi diversi. La buona notizia è che il dato migliore ce l'hai già in casa, sulle ricevute dell'anno scorso. Se prevedi un cambiamento noto - un veicolo diverso, una variazione della tua posizione assicurativa - aggiusta la cifra al rialzo e verifica quando arriva l'avviso vero.

Posso tenere una sola busta per tutte le spese dell'auto?

Puoi, ma perdi la cosa più utile del metodo. Con una busta unica vedi un totale e non sai se copre la scadenza in arrivo o se stai già usando i soldi di quella dopo. Con buste separate per bollo, assicurazione, revisione e manutenzione, ogni barra risponde a una domanda sola. Se ti sembrano troppe, la struttura minima sensata è due: una per le tre scadenze annuali fisse e una per la manutenzione, che è la voce più variabile e quella che più spesso sfonda.

E se la scadenza arriva prima che la busta sia piena?

Paghi comunque, prendendo la differenza dal cuscinetto o dal fondo di emergenza, e poi fai una cosa che quasi nessuno fa: correggi il versamento mensile per l'anno successivo, così il divario non si ripete. Il primo anno di accantonamento è quasi sempre parziale, perché parti a metà percorso rispetto a scadenze già in corsa. Dal secondo anno il meccanismo gira da solo e la scadenza smette di essere un evento. Vale la pena tenere duro per quei dodici mesi di transizione, perché il beneficio poi si ripete ogni anno senza altro sforzo.

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