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Modello di budget a buste per i primi 90 giorni senza lavoro

Riduci tutto a cinque categorie: casa, cibo, utenze, salute e spostamenti per i colloqui. Tutto il resto scende al minimo. Poi converti ogni somma una tantum che hai — l'ultima busta paga, le ferie non godute, l'eventuale liquidazione del TFR — in mesi, dividendola per il tuo costo mensile essenziale, così il numero che guida le tue decisioni è un numero di mesi e non un saldo.

La divisione

Busta %
🏠 Casa
Affitto o rata. Prima voce, sempre, e la prima per cui chiedere aiuto se non regge.
32%
🛒 Spesa
Cibo di casa. Sale come percentuale perché quasi tutto il resto scende.
14%
💳 Rate: solo il minimo
Solo l'importo minimo dovuto. Estinguere in anticipo adesso è la mossa sbagliata.
10%
🫱 Busta umana
Caffè, un'uscita, il compleanno di tuo figlio. A zero, il piano dura tre settimane.
9%
💡 Utenze
Luce, gas, acqua. Se la fatturazione è bimestrale, mettine da parte metà ogni mese.
7%
🚌 Trasporti e colloqui
Arrivare a un colloquio è la spesa con il rendimento più alto che hai adesso.
7%
🧻 Essenziali per la casa
Pulizia, igiene, farmaci da banco. Piccola ma non azzerabile.
6%
🩺 Salute
Ticket, farmaci, visite già programmate. Non è la voce da rimandare.
6%
📱 Telefono e Internet
Strumento di ricerca del lavoro. Rinegoziare l'offerta sì, disattivare no.
5%
📄 Ricerca del lavoro
Foto, corso breve, certificazione, stampe. Piccola e con una scadenza.
4%

L'ordine di priorità si decide una volta sola

Nella prima settimana la tentazione è ridiscutere ogni spesa ogni giorno, e quel lavoro mentale ti costa più delle spese stesse. Decidi invece una volta l'ordine e poi eseguilo: casa, cibo, utenze, salute, spostamenti per i colloqui. Sono le cinque cose che, se saltano, ti tolgono la capacità di rimetterti in piedi. Tutto il resto — abbonamenti, ristoranti, acquisti rimandabili, versamenti volontari, rate oltre il minimo — scende immediatamente al minimo o a zero, non gradualmente e non caso per caso. Scrivere l'ordine da qualche parte serve davvero, perché fra tre settimane sarai più stanco e le decisioni prese oggi con la testa lucida saranno l'unica struttura che hai.

Trasforma le somme una tantum in mesi

Fra ultima busta paga, ferie non godute ed eventuali somme legate alla fine del rapporto, potresti vedere sul conto una cifra più grande di quelle a cui sei abituato. È il momento più pericoloso del percorso, perché quel saldo sembra sicurezza e non lo è. Fai un solo calcolo: somma le cinque buste essenziali e ottieni il tuo costo mensile minimo, poi dividi il totale disponibile per quel numero. Il risultato è quanti mesi hai. Da quel momento non ragioni più in euro ma in mesi, ed è una unità di misura che prende decisioni al posto tuo: rifiutare un abbonamento smette di essere una questione di prezzo e diventa una questione di giorni.

Distribuisci la somma, non viverci dentro

Lasciare tutto sul conto corrente e prelevare quando serve è il modo più veloce per bruciare tre mesi di margine in cinque settimane, perché senza confini il consumo si adatta a quello che vede. Dividi invece la cifra in mensilità: assegna a ogni mese futuro l'importo essenziale, e tratta ogni mese come una busta paga che ti versi da solo alla stessa data. Quello che avanza a fine mese non è un bonus: torna nel fondo e allunga la scadenza. Se in questo periodo hai diritto a un sostegno al reddito, non stimarne l'importo: aspetta la comunicazione ufficiale della tua pratica e inseriscilo nel piano solo quando conosci cifra e durata.

Solo il minimo, e telefona prima di saltare qualcosa

Sulle rate e sui finanziamenti in corso paga il minimo dovuto e nient'altro: la liquidità adesso vale più della riduzione degli interessi, e potrai accelerare quando ricomincerai a incassare. La cosa che quasi nessuno fa e che quasi sempre aiuta è telefonare prima, non dopo: al fornitore di luce e gas, alla banca, all'amministratore, a chi ti ha venduto la rata. Chi chiama prima di una scadenza saltata di solito trova più opzioni di chi chiama dopo, e in ogni caso sposta la conversazione dal recupero alla gestione. Non possiamo dirti a cosa hai diritto — dipende dal contratto e dalle regole — ma possiamo dirti che la telefonata è gratis e va fatta in settimana.

Il cambiamento da fare questa settimana

Calcola il tuo costo mensile minimo sommando casa, spesa, utenze, salute e trasporti, e dividi per quel numero tutto il denaro disponibile: otterrai il numero di mesi che hai. Poi crea le buste di questo modello e assegna la prima mensilità oggi, non il primo del mese. Tieni viva anche la busta umana, per quanto sembri fuori luogo: i piani che azzerano ogni piacere durano tre settimane e poi collassano in un acquisto di rabbia che costa più di tutto ciò che avevi tagliato. È una scelta pragmatica, non una concessione.

Domande frequenti

Che cosa taglio per primo dopo aver perso il lavoro?

Nell'ordine: abbonamenti e servizi ricorrenti, ristoranti e consegne, acquisti rimandabili, versamenti volontari, rate oltre il minimo dovuto. Non toccare per primi casa, cibo, utenze, salute e la possibilità di raggiungere un colloquio, perché sono le cose che determinano quanto velocemente esci da questa situazione. Fai tutti i tagli lo stesso giorno invece che uno alla settimana: così il numero che ottieni è reale e puoi calcolarci sopra quanti mesi hai, invece di scoprire ogni settimana che il conto era diverso da quello che pensavi.

Come si gestisce il TFR liquidato o l'ultima busta paga?

Trattalo come mesi, non come denaro disponibile. Somma il tuo costo mensile minimo, dividi la cifra per quel numero, e sai per quanti mesi sei coperto. Poi assegna quel denaro a mesi futuri specifici invece di lasciarlo sul conto corrente, dove diventa spesa ordinaria senza che nessuno lo decida. Come e quando quelle somme ti vengano corrisposte, e con quale trattamento, dipende dalla tua situazione: leggi la tua documentazione o chiedi a un patronato, e metti a budget l'importo che ti viene effettivamente accreditato, non quello che stimi.

Devo continuare a risparmiare mentre sono senza lavoro?

No, nel senso classico. In questa fase il risparmio è la liquidità che hai già: il tuo obiettivo non è farla crescere ma farla durare. Sospendi i versamenti volontari e ogni obiettivo a lungo termine finché non hai un reddito, e riparti dal mese successivo al primo accredito. L'eccezione è mantenere una piccola busta per le emergenze vere dentro l'emergenza — una riparazione indispensabile, un problema di salute — perché anche in questi mesi le cose si rompono e senza quella busta finiscono a rate.

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