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Differenza fra lordo e netto in busta paga

In Italia il lavoro si cerca in lordo, con la retribuzione annua lorda scritta negli annunci, e si vive con il netto, cioè l'importo che viene accreditato sul conto. La distanza fra i due numeri non è una percentuale fissa che si può applicare: dipende dal contratto, dalle trattenute e dalla tua situazione personale, e nessuno può calcolarla al posto tuo su una pagina web. Per questo la regola operativa è una sola: apri l'ultima busta paga, guarda l'importo accreditato e costruisci il budget su quello. Se il tuo contratto prevede mensilità aggiuntive, tienile fuori dal mese ordinario.

Il numero con cui si cerca lavoro non è quello con cui si vive

Gli annunci e le offerte parlano quasi sempre di retribuzione annua lorda, che è una cifra utile per confrontare due proposte fra loro e inutile per capire come vivrai. Il denaro che ti arriva sul conto è quello che resta dopo i contributi previdenziali e le imposte, e la differenza fra i due numeri è ampia abbastanza da cambiare qualunque decisione: quale casa puoi affittare, se quel trasferimento conviene, se quell'aumento cambia davvero il tuo mese. L'errore più comune non è sbagliare il calcolo, è farlo su un numero che non arriverà mai sul conto. Il budget si costruisce sull'accredito, sempre, in ogni pagina di questo sito.

Cosa c'è scritto sul cedolino

Il modello grafico cambia da un'azienda all'altra, ma la struttura è quasi sempre la stessa. C'è una parte alta con i tuoi dati e quelli del datore di lavoro, il livello e il contratto collettivo applicato. C'è un corpo centrale diviso fra le competenze, cioè quello che ti spetta, e le trattenute, cioè quello che viene sottratto. Ci sono uno o più imponibili, che sono le basi su cui vengono calcolate rispettivamente i contributi e le imposte, e non coincidono fra loro né con il totale delle competenze. E c'è, in fondo, il netto del mese, che è la cifra accreditata. Trova quella riga: è l'unica che ti serve per il budget.

Perché non possiamo calcolare il tuo netto

Non pubblichiamo aliquote, coefficienti o conversioni, e non è prudenza eccessiva: il passaggio dal lordo al netto dipende dal contratto collettivo applicato, dalle trattenute previdenziali del tuo inquadramento, dalle imposte con le loro componenti locali, dalle detrazioni che ti spettano e da eventuali versamenti a previdenza o polizze, oltre che da conguagli che si assestano nel corso dell'anno. È materia di chi elabora le paghe e di chi segue la tua posizione fiscale. Un numero calcolato qui sarebbe sbagliato per quasi tutti e verrebbe usato come se fosse esatto. La buona notizia è che il numero corretto ce l'hai già: è nell'accredito che hai ricevuto questo mese.

La mensilità non è sempre uguale a se stessa

Anche a parità di contratto, l'importo accreditato può muoversi da un mese all'altro. Le mensilità aggiuntive, dove il contratto collettivo le prevede, arrivano in periodi definiti e non sono reddito ordinario: metterle in media rende ogni mese più ricco di quanto sia davvero. Gli straordinari e i premi alzano alcuni mesi e non altri. I conguagli possono spostare l'importo in un senso o nell'altro. E ci sono somme che compaiono in busta ma non sono retribuzione, come i rimborsi di spese anticipate: quelli non vanno messi nel budget come reddito, perché stanno restituendo denaro che avevi già speso. Guarda sempre il netto del mese, non un'idea del tuo stipendio.

Il numero da usare nel budget

Se il tuo accredito è stabile, usa quello. Se si muove, prendi il più basso degli ultimi sei mesi ordinari, cioè escludendo i mesi in cui è arrivata una mensilità aggiuntiva: costruisci le buste fisse e i fondi di accantonamento su quel numero, così non resti mai corto, e tratta tutto ciò che eccede come denaro con un compito già assegnato. Le mensilità aggiuntive vanno gestite a parte, con una decisione presa prima che arrivino: riportano a livello i fondi, chiudono una rata, oppure finanziano una spesa annuale che sai già di avere. Una somma che arriva senza destinazione è la più facile da spendere senza accorgersene.

Il cambio di buste da fare oggi

Apri l'ultima busta paga, trova la riga del netto, e usa quella cifra come base del tuo piano invece della cifra che hai in testa. Poi vai alla pagina delle divisioni per stipendio di questo sito e cerca il numero più vicino al tuo: da lì trovi un assetto di buste già pronto da copiare e correggere. In Envelope Budget imposti quelle buste in pochi minuti e registri le spese a mano, senza collegare la banca. Se scopri che il netto reale è più basso di quello che credevi, non è una brutta notizia: è la prima volta che il tuo piano gira su un numero vero, ed è l'unico motivo per cui comincerà a funzionare.

Domande frequenti

Devo fare il budget sul lordo o sul netto?

Sul netto, senza eccezioni. Il lordo comprende somme che non passeranno mai dal tuo conto, quindi un piano costruito su quello assegna denaro che non esiste e produce mesi che non tornano per ragioni impossibili da individuare. Prendi l'importo accreditato sull'ultima busta paga e usa quello. È anche il motivo per cui tutte le fasce percentuali di questo sito, dalla casa al risparmio, sono calcolate sul netto: applicarle al lordo le rende sistematicamente troppo generose.

Come faccio a sapere quante mensilità mi spettano?

Guarda il contratto collettivo indicato sul tuo cedolino e il tuo contratto individuale, oppure chiedi a chi gestisce le paghe della tua azienda. Non è un dato universale: alcune categorie prevedono una mensilità aggiuntiva, altre due, altre nessuna, e chi lavora con partita IVA non ne ha. Non dare per scontato di averne perché ce l'ha un tuo conoscente. Dal lato del budget la cosa importante è saperlo in anticipo, perché una mensilità aggiuntiva pianificata è la fonte migliore per riempire i fondi di accantonamento, mentre una scoperta a dicembre è già spesa.

Il mio netto cambia ogni mese: quale numero uso?

Il più basso degli ultimi sei mesi ordinari. Le buste delle spese fisse e i fondi di accantonamento devono girare su quel numero, perché sono impegni che non aspettano un mese buono. Tutto quello che arriva in più nei mesi migliori non va a gonfiare le buste variabili in modo automatico: gli assegni un compito prima, di solito riportare a livello i fondi o accelerare un obiettivo. Fare il budget sulla media è l'errore classico, perché produce mesi in cui manca denaro senza che nessuno riesca a spiegare quale spesa sia stata di troppo.

Ho la partita IVA e non ho una busta paga. Qual è il mio netto?

Non ne hai uno già calcolato, ed è proprio la difficoltà principale di chi fattura: il denaro che incassi contiene una parte destinata a imposte e contributi che non è tua. Il tuo netto è quello che resta dopo aver messo da parte quella quota, e la percentuale da accantonare te la deve indicare il tuo commercialista, perché dipende dal regime e dalla tua situazione: non possiamo calcolarla e non dovresti fidarti di chi lo fa senza vedere i tuoi numeri. Dal lato del metodo la regola è semplice: apri una busta Tasse, spostaci la percentuale il giorno in cui l'incasso arriva, e fai il budget su quello che resta.

Usa questo budget dal telefono

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