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Come mettere da parte i soldi per le rate universitarie

Punta a una rata alla volta, perché un intero percorso di studi è troppo astratto per essere pianificato mentre una rata ha una scadenza precisa. Prendi l'importo della rata dalle comunicazioni del tuo ateneo, aggiungi libri, materiali e l'eventuale differenza di alloggio o trasporto, poi sottrai eventuali riduzioni o borse già assegnate per ottenere il fabbisogno reale. Dividi per i mesi che mancano alla scadenza.

Una rata alla volta è l'unica unità che funziona

Pianificare un'intera laurea è un esercizio che quasi nessuno porta a termine, perché l'orizzonte è lungo, gli importi cambiano e l'obiettivo non ha una scadenza che eserciti pressione. Una rata invece ha una data precisa comunicata dall'ateneo, un importo che puoi leggere, e conseguenze concrete se non viene pagata in tempo. Quindi lavora su quella: la prossima rata, con la sua data. Quando è pagata, apri la successiva. Questo produce un ciclo breve e ripetibile che si incastra bene con uno stipendio o con un sostegno familiare mensile, e ti dà un traguardo raggiunto ogni pochi mesi invece di un obiettivo lontano anni.

Somma le voci vere, poi sottrai quello che è già assegnato

L'importo della rata è il punto di partenza, non il totale. Aggiungi i libri e i materiali del periodo, l'eventuale differenza di alloggio o di trasporto se studi fuori sede, i contributi per attività o laboratori se previsti, e le spese amministrative che il tuo ateneo indica. Poi sottrai quello che è già stato assegnato: riduzioni riconosciute, borse, esoneri. Il numero che resta è il fabbisogno reale, ed è quasi sempre diverso da entrambe le cifre che avevi in mente. Prendi tutte queste informazioni dalle comunicazioni ufficiali del tuo ateneo, perché variano da università a università e cambiano di anno in anno.

Dividi per i mesi, e tratta l'estate a parte

Con il fabbisogno in mano, dividi per i mesi che mancano alla scadenza. Milleduecento euro con sei mesi davanti sono 200 euro al mese; con quattro mesi sono 300. Ma c'è una particolarità del calendario studentesco che vale la pena sfruttare: nei mesi estivi molti studenti hanno più tempo per lavorare e meno spese legate ai corsi, quindi quei mesi possono portare un versamento più alto e alleggerire l'anno accademico. Costruisci quindi un piano a versamenti disuguali invece che costanti, con l'estate che pesa di più. È più realistico e ti evita di dover mantenere lo stesso ritmo nei periodi di esami.

Quello che non ti diremo

Non ti diremo a quanto ammontano le rate, quali riduzioni ti spettano, quali soglie o parametri si applicano alla tua situazione familiare, né se ti convenga richiedere un prestito per studenti. Sono valutazioni che dipendono dal tuo ateneo, dalla tua situazione documentata e da regole che cambiano ogni anno: le fonti corrette sono la segreteria del tuo ateneo, gli uffici per il diritto allo studio e i documenti ufficiali del bando. Quello che questa pagina fa è prendere il numero che ti risulta da quelle fonti e trasformarlo in un versamento mensile che puoi confrontare con le tue entrate reali. Diffida di qualunque pagina che ti dia un importo senza aver visto la tua situazione.

La modifica alle buste da fare oggi

Una busta Rata con l'importo della prossima scadenza e la data comunicata dall'ateneo, riempita ogni mese con il versamento calcolato. Una seconda busta, più piccola, per libri e materiali, perché arrivano in blocchi all'inizio di ogni periodo di corsi e altrimenti competono con la rata. Nella nota metti il calendario delle scadenze dell'anno accademico, tutte, non solo la prossima: vederle in fila cambia il modo in cui distribuisci i versamenti. Quando la rata è pagata, aggiorna la busta con la scadenza successiva invece di chiuderla, così il ciclo riparte senza dover ricominciare da un foglio bianco.

Domande frequenti

E se non so ancora se avrò una riduzione o una borsa?

Costruisci il piano sull'importo pieno e considera l'eventuale riduzione un bonus. È l'unico ordine che non ti mette in difficoltà: se la riduzione arriva, hai risparmiato più del necessario e i soldi restano per libri, materiali o la rata successiva; se non arriva, sei coperto. Fare l'opposto - contare su una riduzione non ancora confermata - è il modo più comune di trovarsi corti alla scadenza. Nel frattempo verifica le date di presentazione delle domande presso gli uffici competenti, perché le scadenze amministrative sono spesso molto anticipate rispetto a quelle di pagamento.

Meglio mettere da parte per la rata o ridurre un debito che ho già?

Le scadenze fisse con conseguenze immediate vengono prima, e una rata universitaria è una di quelle: il mancato pagamento può bloccare la carriera accademica, che è un costo molto più grande di qualche mese di interessi. Quindi finanzia prima la rata in scadenza, poi destina quello che resta al debito più costoso. Se le due cose insieme non stanno nel budget, il problema è di dimensione e va affrontato altrove: più entrate, meno spese fisse, o una verifica delle opzioni di sostegno presso gli uffici del tuo ateneo.

Come gestisco i libri se non so ancora quali corsi seguirò?

Con una busta separata e un importo basato su quanto hai speso nei periodi precedenti, che è la stima migliore disponibile. Se sei al primo anno, chiedi a studenti degli anni successivi: è un'informazione che circola facilmente e che nessuna pagina generica può darti. Aggiungi anche che il mercato dell'usato tra studenti, i prestiti in biblioteca e le edizioni digitali riducono questa voce in modo consistente, quindi vale la pena aspettare le prime settimane di corso prima di comprare tutto: alcuni testi che sembravano obbligatori si rivelano consultabili altrove.

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