Cosa fare con la tredicesima?
La tredicesima non è un premio: dove è prevista dal contratto è una mensilità aggiuntiva che arriva in un periodo che conosci in anticipo, di solito a dicembre. È proprio quella prevedibilità a renderla la somma più facile da gestire di tutto l'anno — puoi darle un compito a ottobre, mesi prima che esista. La verità scomoda è che in molte famiglie è già impegnata prima di arrivare: Natale, bollette invernali, rinnovi annuali. Assegnarla per iscritto prima dell'accredito è tutta la differenza tra una mensilità in più e un dicembre che sparisce.
Prima di tutto: guarda il tuo cedolino, non questa pagina
Non tutti ricevono una tredicesima: dipende dal contratto e dal CCNL applicato, e chi lavora con partita IVA di norma non ne ha nessuna. Anche l'importo netto non è qualcosa che possiamo calcolarti, perché dipende dalla tua retribuzione, dal tuo inquadramento e da come funzionano le trattenute nel tuo caso. Quindi la prima mossa non è leggere un articolo: è guardare il cedolino dell'anno scorso e vedere quanto ti è stato effettivamente accreditato. Quello è il numero con cui lavorerai, ed è tuo, non nostro.
Perché è diversa da un premio o da un rimborso
Un premio di risultato può esserci o non esserci e non sai quando. La tredicesima, dove è prevista, ha una finestra nota. Questo cambia completamente il modo in cui va gestita: una somma con una data può avere un compito prima ancora di esistere. Nel metodo delle buste significa che a ottobre puoi già creare le buste di destinazione, scriverci sopra gli importi e limitarti a eseguire quando l'accredito arriva. La decisione presa in ottobre e la decisione presa il 20 dicembre con i soldi già sul conto sono due decisioni molto diverse, e solo una delle due la prendi lucido.
Il problema vero: è già spesa prima di arrivare
Nella pratica di moltissime famiglie la tredicesima non finanzia niente di nuovo: copre i regali, il cenone, un paio di bollette invernali e uno o due rinnovi annuali. Non è di per sé sbagliato — quelle spese esistono davvero — ma diventa un problema quando nessuno lo ha deciso, perché allora a gennaio ti ritrovi senza mensilità aggiuntiva e senza niente da parte, con la sensazione di aver perso qualcosa che non hai mai avuto. La correzione è banale e cambia tutto: scrivi in anticipo quanto va al Natale, e trattalo come un tetto invece che come un residuo.
Una divisione di partenza, da adattare
Un ordine che funziona per molte situazioni. Primo: qualsiasi cosa sia in arretrato, perché gli arretrati crescono. Secondo: se non hai nessun cuscinetto, mettici la prima tranche — un mese di spese fisse messo da parte è la cosa che impedisce a gennaio di diventare debito. Terzo: la busta di Natale, con un tetto deciso adesso. Quarto: i fondi di accantonamento che sai già che scadranno nel primo trimestre, tipicamente il rinnovo di un'assicurazione, il bollo o una rata semestrale. Quinto: un obiettivo con un nome, che sia un viaggio, l'anticipo di qualcosa o semplicemente il fondo di emergenza. Sesto: una fetta di svago decisa in anticipo, perché un piano tutto disciplina è un piano che si rompe.
Non usarla per alzare le spese fisse
L'errore più caro non è spendere la tredicesima. È usarla per giustificare un impegno che continua tutto l'anno: un abbonamento più caro, una rata in più, un affitto più alto. Una mensilità aggiuntiva finanzia bene le cose che accadono una volta e finanzia malissimo le cose che si ripetono dodici volte. Se ti serve per far quadrare il mese ordinario, non è una mensilità aggiuntiva: è il segnale che il budget mensile è sotto di circa un dodicesimo, ed è quella la cosa da guardare.
Il cambiamento da fare oggi
Se sei prima di dicembre, crea adesso le buste di destinazione — Natale, cuscinetto, i fondi di accantonamento del primo trimestre, un obiettivo — e scrivi accanto a ognuna la cifra che riceverà, usando come base l'importo accreditato l'anno scorso. Se sei dopo, fai la stessa cosa per la prossima. In entrambi i casi il lavoro vero è fatto prima dell'accredito, e il giorno dell'accredito diventa un'esecuzione di due minuti.
Domande frequenti
Quanto è la tredicesima netta?
Non possiamo dirtelo e nessuno dovrebbe farlo senza vedere la tua situazione: dipende dalla tua retribuzione, dal tuo contratto e da come vengono calcolate le trattenute nel tuo caso. La fonte giusta è il tuo cedolino dell'anno scorso, o l'ufficio che gestisce le buste paga nella tua azienda.
La ricevono tutti?
No. Dipende dal contratto e dal CCNL applicato, e chi fattura con partita IVA di norma non ha nessuna mensilità aggiuntiva. Se non sai se ti spetta, la risposta sta nel tuo contratto, non in una regola generale.
Meglio metterla da parte o usarla per il Natale?
Non sono in alternativa: il punto è che la divisione sia decisa da te in anticipo invece di emergere a consuntivo. Fissa un tetto per il Natale, assegna il resto a buste con un nome, e vedrai già a novembre quanto resta davvero.
E se la tredicesima mi serve per arrivare a fine anno?
Allora la cosa utile non è ottimizzarla, è misurare. Se ogni anno serve a tappare i mesi ordinari, il budget mensile è strutturalmente sotto e la mensilità aggiuntiva sta mascherando il buco. Calcola di quanto: quello è il numero su cui lavorare, e la tredicesima non lo risolverà mai da sola.
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