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Come risparmiare sui vestiti dei bambini
I bambini diventano troppo grandi per i vestiti molto prima di consumarli, quindi il risparmio non sta nel comprare capi più economici ma nel comprarne di meno per ogni taglia. Fissa un numero massimo di capi per taglia e rispettalo, compra la taglia successiva a fine stagione quando i prezzi crollano, usa mercatini dell'usato e scambi fra famiglie per le taglie che passano in fretta, e spendi davvero solo su quello che prende colpi: scarpe, capispalla e ciò che si indossa ogni giorno. Poi finanzia una busta mensile per figlio.
Il problema è il ricambio, non il prezzo del capo
Nei primi anni un bambino cambia taglia più volte all'anno, e cambia stagione nel frattempo. Questo significa che un capo viene indossato per pochi mesi, spesso poche decine di volte, indipendentemente da quanto è costato. Da qui discende tutto il resto: comprare cose più economiche riduce un po' la spesa, comprare meno cose la riduce molto. Il conto lo puoi fare a casa in dieci minuti: apri l'armadio, conta i capi della taglia attuale e chiediti quanti ne sono stati indossati almeno cinque volte. La differenza fra i due numeri è, con buona approssimazione, il tuo margine di risparmio.
Fissa un numero per taglia e tienilo
Decidi quanti capi servono davvero per ogni categoria in una taglia, tenendo conto della frequenza con cui fai la lavatrice e di quanto si sporca il tuo bambino. Scrivilo su un foglio dentro l'armadio: tante magliette, tanti pantaloni, tante tute, tanti calzini. Da quel momento la regola è semplice, se entra qualcosa esce qualcos'altro. Il vantaggio non è solo economico: un armadio con la quantità giusta si gestisce meglio, si lava meglio e riduce le discussioni del mattino. Il numero giusto è più basso di quanto sembri, soprattutto per i capi che i bambini non scelgono mai e che restano piegati fino a quando non entrano più.
Fine stagione e taglia successiva
Il modo più efficace di comprare abbigliamento per bambini è alla fine della stagione, per la stagione dell'anno prossimo e per la taglia successiva. I prezzi in quel momento sono i più bassi dell'anno e la scelta è ancora ragionevole se non aspetti troppo. Richiede un po' di attenzione, perché devi stimare la taglia con dodici mesi di anticipo: la regola prudente è comprare una taglia più grande e pochi pezzi, concentrandosi sulle categorie che si prevedono con più sicurezza, come capispalla e pantaloni base. Tieni una scatola per taglia in armadio con un'etichetta, altrimenti a settembre non ricordi cosa avevi comprato e ricompri.
Usato, scambi e dove invece vale la pena spendere
Mercatini dell'usato per l'infanzia, gruppi di quartiere, scambi fra famiglie con bambini di età diverse: sono i canali migliori proprio per le taglie che durano poco, dove i capi arrivano quasi nuovi. Non c'è nulla di sacrificato in questo, e la maggior parte dei bambini non nota alcuna differenza. Le eccezioni in cui vale la pena spendere sono poche e chiare: le scarpe, che vanno della misura giusta e in buone condizioni; il capospalla invernale, che viene indossato tutti i giorni per mesi; e i capi che il bambino ama e mette di continuo. Su tutto il resto, l'usato è semplicemente la scelta più intelligente.
La busta: una riga per figlio, ricaricata ogni mese
Il problema con l'abbigliamento dei bambini è che si compra a scatti, quando qualcosa non entra più, e questi scatti capitano sempre in un mese già pieno. La soluzione è una busta Abbigliamento per ciascun figlio, alimentata con una cifra mensile modesta, che accumula silenziosamente e paga lo scatto quando arriva. Dimensionala guardando quanto hai speso l'anno scorso diviso dodici. Il beneficio secondario è che la busta ti dice quando stai comprando per abitudine invece che per necessità: se il saldo cresce e nessuno ha bisogno di niente, va benissimo, e a fine stagione userai quel saldo per comprare la taglia successiva a prezzi bassi.
Domande frequenti
Quanti capi servono davvero per taglia?
Meno di quanti se ne comprano di solito, e il numero dipende da quanto spesso fai la lavatrice: chi lava ogni due giorni ha bisogno di molto meno di chi lava una volta a settimana. Il modo di trovarlo è empirico: conta quanti capi della taglia attuale sono stati indossati almeno cinque volte e usa quel numero come riferimento per la taglia successiva.
Vale la pena comprare vestiti di qualità per i bambini?
Solo su ciò che prende colpi ed è indossato ogni giorno: scarpe, capospalla, i pantaloni che usa sempre. Su tutto il resto la qualità superiore non ha il tempo di essere sfruttata, perché il capo diventa piccolo prima di rovinarsi. È il motivo per cui l'usato funziona così bene in questa categoria: i capi arrivano quasi sempre in condizioni ottime.
Come dimensiono la busta mensile per ogni figlio?
Somma quanto hai speso in un anno per l'abbigliamento di quel bambino, comprese scarpe e capispalla, e dividi per dodici. Se non hai lo storico, parti da una cifra modesta e osserva per sei mesi: quasi tutti scoprono di aver bisogno di meno di quanto pensavano, purché comprino a fine stagione invece che di corsa quando qualcosa non entra più.
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